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Scuola, accordo sul rinnovo del contratto nazionale: 130 euro al mese in più per i professori

Дата публикации: 01-04-2026 14:01:35


Il ministero guidato da Valditara e i sindacati di categoria hanno trovato l'intesa. Maestri e professori avranno oltre 130 euro mensili in più e 800 euro di arretrati; ai collaboratori scolastici e amministrativi spettano 107 euro con 633 euro di arretrati
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Il ministero guidato da Valditara e i sindacati di categoria hanno trovato l’intesa. Maestri e professori avranno oltre 130 euro mensili in più e 800 euro di arretrati; ai collaboratori scolastici e amministrativi spettano 107 euro con 633 euro di arretrati

Scuola, accordo sul rinnovo del contratto nazionale: 130 euro al mese in più per i professori

In un momento di grande difficoltà politica, il Governo almeno su un fronte può cantare vittoria: il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha trovato l’accordo con i sindacati di categoria di Cisl, Uil, Snals, Gilda, Anief e persino della Cgil per il rinnovo del contratto di lavoro nazionale della scuola per il triennio 2025-2027. Maestri e professori avranno presto oltre 130 euro mensili in più e 800 euro di arretrati mentre lo stipendio degli Ata (collaboratori scolastici, amministrativi) aumenterà di 107 euro con 633 euro di arretrati. Per ora solo un annuncio ma l’applicazione sarà immediata una volta superato l’esame degli organi di controllo ovvero tra giugno e luglio.

La soddisfazione dei sindacati: “Aumento in linea con l’inflazione”

“L’accordo consente di intervenire subito sul potere d’acquisto, destinando tutte le risorse al salario fondamentale e garantendo aumenti superiori al 5,9%, in linea con l’inflazione”, ha esultato la numero uno della Flc Cgil Gianna Fracassi. Di soddisfazione per “i tempi brevi” della trattativa parla il coordinatore nazionale della Gilda Scuola, Vito Castellana mentre il numero uno della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile dice: “Firmare un contratto ancora non scaduto è risultato che segna un cambio di passo”.

“Non sfuggono a nessuno, e certamente non a noi la drammaticità e la problematicità del contesto interno e internazionale che stiamo vivendo, con possibili pesanti ricadute in termini economici e di inflazione legati agli scenari di guerra. Credo pertanto che sia indispensabile prevedere momenti di verifica, ipotizzabili in chiusura dell’anno in corso, per fare il punto sugli sviluppi della situazione politico economica e prevedere, se necessario, interventi nelle sedi dovute per un’eventuale integrazione di risorse”, ha però ammonito Ivana Barbacci a capo della Cisl Scuola.

Esulta il ministro Valditara: “Intervento possibile grazie alla Legge di Bilancio”

“Ho richiesto l’anticipazione della parte economica, e la destinazione della quasi totalità delle risorse all’incremento dello stipendio tabellare, per garantire al meglio la continuità contrattuale e la tutela dei salari. Dall’insediamento del Governo a oggi, abbiamo realizzato un risultato storico, sottoscrivendo tre contratti del comparto Scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli Ata. Questo è stato possibile grazie ai finanziamenti assicurati dalle leggi di bilancio di questo Governo a cui abbiamo aggiunto come ministero risorse ulteriori per il personale scolastico, in particolare 300 milioni per il contratto 2019/2021 e 240 milioni per il 2022/2024”, ha invece commentato il ministro Giuseppe Valditara.

Le questioni che rimangono sul tavolo

Restano, tuttavia, alcuni problemi sul tavolo condivisi dalle organizzazioni sindacali: il recupero dell’anno 2013; un’area contrattuale separata e uno specifico livello di contrattazione per la docenza e per il personale Ata; l’attuazione del nuovo profilo di “operatore” accanto ai collaboratori. E soprattutto resta centrale il tema della detassazione degli aumenti contrattuali che secondo i sindacati dovrebbe essere estesa anche al comparto. “Non è più sostenibile che le somme utilizzate per i rinnovi contrattuali vengano tassate a volte anche del 35%”, ha detto D’Aprile.

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Redazione FIRSTonline

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