Centotre prime mondiali, tra cui alcuni venerati maestri (Hong Sangsoo, Albert Serra), molti volti nuovi e come sempre una retrospettiva dove quasi tutto è imperdibile. Per chi decidesse di passare qualche giorno a Locarno dove dal 5 al 15 agosto […]
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Centotre prime mondiali, tra cui alcuni venerati maestri (Hong Sangsoo, Albert Serra), molti volti nuovi e come sempre una retrospettiva dove quasi tutto è imperdibile. Per chi decidesse di passare qualche giorno a Locarno dove dal 5 al 15 agosto passerà sugli schermi molto cinema, questi sono 10 titoli su cui ci sentiamo di scommettere.

Nowhere to Lay My Eyes, di Hong Sangsoo, uomo-orchestra che lo ha scritto, diretto, montato, prodotto e di cui ha realizzato al colonna sonora. Il film segue la giovane Sang-hee che, insieme al fratello minore, decide di partire per visitare la madre che si è trasferita insieme al patrigno sull’isola di Jeju. Dieci anni sono passati dal loro ultimo incontro…
I Is Another di Felix Randau, tra i titoli della Piazza grande, ambientato nell’autunno del 1952, segue le vicende di Hedda, giornalista determinata, e di suo marito Winfried, mentre tendono un’imboscata a Felix Kersten, ex massaggiatore del leader delle SS Heinrich Himmler, su un treno diretto a Oslo.
Ketticè di Giovanni Tortorici.
Ketticè di Giovanni Tortorici, in concorso. Dopo il felice debutto di Diciannove (presentato agli Orizzonti veneziani), il giovane regista torna nella sua Palermo e indietro nel tempo, al 2012, per raccontare l’incontro tra Giulio, sedicenne apatico, e Ketty, coetanea volitiva.
Manfredi Marini protagonista di Mutrion.
Mutrion di Marco Cavazzin, unico cortometraggio italiano tra i Pardi di domani, è il racconto di un ritorno a casa. Mutrion (“musone” in veneziano) è Manfredi Marini, che aveva debuttato in Diciannove di Giovanni Tortorici, il film, girato in Laguna e prodotto da un team di giovani intraprendenti locals, racconta «il tentativo di rientrare in contatto con un luogo da cui ci si è allontanati e che, nel tempo, è diventato insieme familiare ed estraneo» spiega l’autore nelle note di regia.
Gabin di Maxence Voiseux.
Nella sezione collaterale della Semaine de la critique si trova Gabin, documentario di Maxence Voiseux che segue un ragazzo nella Francia rurale del nord per un decennio (dagli 8 ai 18 anni) mentre si dibatte tra la lealtà nei confronti della famiglia e i suoi sogni. Destinato a ereditare la macelleria del padre, Gabin sogna invece di lavorare con gli animali vivi e salvare la fattoria della madre.
C’è un documentario anche tra i titoli fuori concorso ed è Sixteen Moments Of My Life di Albert Serra, ritratto dell’attrice e cantante tedesca Ingrid Caven.
La meditazione sull’infanzia di Salvatore MereuAlberi erranti di Salvatore Mereu, in concorso, intreccia, in un angolo remoto della Sardegna settentrionale, i destini di tre famiglie. Dopo la misteriosa scomparsa del padre, Giuliano si mette in viaggio alla sua ricerca attraverso un paesaggio martoriato. Una sorta di pellegrinaggio laico che cela una meditazione sull’infanzia come territorio nascosto custodito in ognuno di noi: un luogo di meraviglia e protezione, dove la possibilità di resistere alla violenza del mondo adulto è ancora viva.
Brave New Love di Maria Back, in concorso, ha al centro la figura di una ipnoterapeuta, sposata, con una figlia e una relazione romantica – e segreta – con un altro uomo. Nel ruolo di modello per la figlia, è una donna in cammino che combatte le convenzioni sociali e osa ridefinire le regole dell’amore.
La retrospettiva: Hollywood della black listDella retrospettiva Red & Black, dedicata alla Hollywood della lista nera che comprende opere fondamentali di artisti che subirono la censura del maccartismo, da Dalton Trumbo a Joseph Losey, da Dorothy Parker a Charlie Chaplin, è difficile scegliere, ma Not Wanted (Non abbandonarmi) del 1949, diretto da Ida Lupino (subentrata a Elmer Clifton che aveva avuto un infarto) è sicuramente un titolo interessante: il dramma di una ragazza madre sceneggiato da Paul Jarrico, giudicato “sovversivo” dal Comitato della Camera degli Stati Uniti per le attività antiamericane. Il suo nome venne omesso nei crediti della maggior parte dei film che scrisse negli anni ’50 e ’60, oppure sostituito da uno pseudonimo.
Tra i capolavori che la sezione Piazza grande permette di recuperare, la sfida è tra Cuore selvaggio di David Lynch e Taxi Driver di martin Scorsese. Scelta impossibile.