Il progetto prevede un hub locale per distribuire i pacchi in territorio e riscuotere il gettito della monofase oggi perduto. Sulle tempistiche di realizzazione il governo parla di "medio periodo"
Le consegne di Amazon potrebbero tornare sul Titano tramite Poste San Marino. Il progetto è contenuto nel Programma Economico 2027 presentato dal Segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti in Commissione nei giorni scorsi.
A pagina 141 nel capitolo che spiega i progetti della Segreteria di Stato per il Turismo con delega alle poste, si spiega che "Poste San Marino ha avviato un contatto diretto con i referenti di Amazon e, a seguito di una serie di incontri di confronto, ha elaborato una possibile soluzione al problema della mancata consegna dei pacchi ai clienti sammarinesi".
La proposta prevede che Poste, "nel medio periodo", possa "operare come hub di consegna sul territorio" sammarinese per il colosso americano, "estendendo il servizio anche agli altri operatori internazionali di e-commerce". In pratica Poste fungerebbe da centro di raccolta dei pacchi destinati ai cittadini sammarinesi, completando direttamente la consegna all'utente finale. Non solo: il progetto consentirebbe a Poste di gestire la riscossione dell’imposta monofase per conto dell’Ufficio Tributario. Il documento governativo la definisce "una soluzione vantaggiosa per il sistema Paese, in grado di generare benefici economici sia per lo Stato sia per i cittadini."
Il possibile accordo con Amazon si inserisce in una strategia di trasformazione più ampia di Poste San Marino, che negli ultimi tre anni si è evoluta in multiutility pubblica con il rilancio commerciale dell'ex Ufficio Filatelico e Numismatico, l’acquisizione operativa della SMaC Card e l'avvio del percorso per diventare prestatore di servizi fiduciari qualificati a livello europeo. Il Programma Economico 2027 la descrive non più come "un fornitore di servizi tradizionali, ma come una piattaforma moderna, dinamica e funzionale alle esigenze del sistema Paese", orientata a "digitalizzazione, interoperabilità e prossimità", proponendosi "come partner naturale per chi investe nel territorio o vi opera quotidianamente".
Il progetto Amazon ha suscitato i commenti positivi di diversi commissari durante la discussione dei giorni scorsi. Il commissario del Pdcs Luca Gasperoni ha sottolineato come il piano "possa rappresentare un'opportunità concreta sia per Poste sia per le finanze pubbliche". Con un "duplice vantaggio: da un lato verrebbe mantenuto il livello di servizio che rappresenta uno dei punti di forza di Amazon; dall'altro San Marino potrebbe incassare la monofase, che oggi invece viene persa perché i pacchi arrivano attraverso l'Italia e vengono assoggettati all'IVA italiana".
Per la collega di partito Sandra Stacchini questa misura può rappresentare "una vera rivoluzione anche per le casse dello Stato".
Lo stop delle consegne di Amazon sul Titano risale al dicembre 2014, quando la Polizia Civile sequestrò diversi bancali di merce in arrivo che era di fatto esentasse, arrivando in esenzione di Iva - in quanto in territorio non italiano - e anche di Monofase. Le autorità sammarinesi chiesero al colosso dell'e-commerce di porre fine a questa situazione di concorrenza sleale e di adeguarsi alle normative sammarinesi ma Amazon preferì risolvere il problema alla radice bloccando le consegne verso i Cap sammarinesi. I pacchi poi avevano ricominciato ad arrivare, questa volta con l'Iva, grazie ad un escamotage: i residenti fornivano una via sammarinese ma inserivano l'Italia come Stato destinatario.
Di un possibile accordo per riportare regolarmente i corrieri tra le vie del Titano si è tornato a parlare nel 2021, quando il governo di allora firmò l'intesa con Amazon Web Services e si iniziò a parlare della possibile collaborazione con Poste San Marino. E mentre il tema finiva al centro delle polemiche politiche nell'allora maggioranza, anche una parte del mondo dell'impresa sammarinese sollecitava una normalizzazione dei rapporti.
Dai commercianti sammarinesi, invece, era arrivato l'appello ad un intervento di sistema. L'USC nel 2021 sottolineava infatti come "l'assenza totale di sostegno alle piccole e medie imprese, da parte del governo sta portando al collasso diverse attività mentre altri operatori stanno cercando di sopravvivere con le vendite Online".