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Meloni da Macron per cercare di non finire ai margini dell’Europa

Дата публикации: 25-06-2026 04:30:14

“Je t’amais… moi non plus”, “ti amo…neanch’io” cantava negli anni ’70 la celebre scandalosa canzone dell’indomabile solforoso Serge Gainsbourg per raccontare l’amore passionale, ma paradossale tra due amanti che tutto separa. “Je te déteste…moi non plus”, “ti detesto…neanch’io” titola questa mattina il quotidiano Liberation per raccontare l’odio ideologico, ma pragmatico tra due leader che tutto […]


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“Je t’amais… moi non plus”, “ti amo…neanch’io” cantava negli anni ’70 la celebre scandalosa canzone dell’indomabile solforoso Serge Gainsbourg per raccontare l’amore passionale, ma paradossale tra due amanti che tutto separa. “Je te déteste…moi non plus”, “ti detesto…neanch’io” titola questa mattina il quotidiano Liberation per raccontare l’odio ideologico, ma pragmatico tra due leader che tutto oppone Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, ma di due Paesi, Italia e Francia, che moltissimo unisce.
È il filo sotto traccia del primo vertice bilaterale tra l’europeista e liberale presidente della Repubblica francese e la nazional-populista presidente del Consiglio italiana che si apre oggi ad Antibes sulla Costa Azzurra.
Dopo l’intesa quasi idilliaca che le affinità elettive con l’altro ex banchiere d’affari Mario Draghi che avevano portato lo storico trattato del Quirinale, firmato Roma nel 2021, è arrivato il grande freddo tra Parigi e Roma con l’elezione di Giorgia Meloni, per cui Macron era l’avversario assoluto, lui che si presenta da dieci anni, come lo scudo e l’antidoto all’onda nazionale populista che monta in Europa. Quattro anni senza un vertice bilaterale tra due dei sei Paesi fondatori dell’Unione non era mai successo o quasi, ma poi al di là delle picche, delle sforzate ideologiche reciproche, il pragmatismo appunto si è imposto progressivamente e necessariamente a partire dallo zoccolo duro delle connessioni potenti e dei legami storici tra i due Paesi latini incarnati dai cento miliardi annuali di scambi commerciali, ma ormai anche da scelte strategiche sempre più compatibili per non dire omogenee, in particolare sulle due crisi internazionali più importanti per l’Europa, che sono l’Ucraina e il Medio Oriente.
Un riavvicinamento necessario, dunque, e spiegano discretamente a Parigi tanto più possibile che Giorgia Meloni, senza troppo sbandierarlo, ha ripreso su molti punti essenziali l’agenda dell’ex migliore amico di Macron, Mario Draghi.

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