Fra i più grandi parolieri della musica italiana, Mogol (nome d’arte di Giulio Rapetti) compie oggi 90 anni. Autore per artisti indimenticabili come Lucio Battisti, Riccardo Cocciante e Adriano Celentano, Mogol ha rivoluzionato il pop nostrano con canzoni entrate nell’immaginario collettivo. […]
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Fra i più grandi parolieri della musica italiana, Mogol (nome d’arte di Giulio Rapetti) compie oggi 90 anni. Autore per artisti indimenticabili come Lucio Battisti, Riccardo Cocciante e Adriano Celentano, Mogol ha rivoluzionato il pop nostrano con canzoni entrate nell’immaginario collettivo. Ecco i suoi brani più belli e gli omaggi in tv per celebrare il suo genio.

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Nato a Milano il 17 agosto del 1936, Mogol è figlio di Alberto Rapetti, importante dirigente musicale della casa discografica Ricordi. Comincia l’attività di paroliere nel 1955 e i primi artisti con cui collabora sono Little Tony, Fausto Leali e Caterina Caselli. Nel 1965 l’incontro con Lucio Battisti con il quale scriverà alcuni fra gli album più belli della musica italiana.
Dopo la rottura del sodalizio con Battisti nel 1980, Mogol diventa il paroliere di fiducia prima di Riccardo Cocciante poi di Mango e infine di Adriano Celentano. Da molti anni, Mogol vive in Umbria dove ha fondato un’importante scuola di musica denominata CET (Centro Europeo di Toscolano). Dopo due matrimoni falliti, il paroliere è sposato dal 2007 con Daniela Gimmelli, anche lei impegnata nel mondo della musica.
Per omaggiarlo, Rai Storia dedica all’artista un doppio appuntamento. Alle 13.00 verrà trasmesso Viva Mogol! Con i grandi della musica, spettacolo andato in onda su Rai 1 nel 2016 con ospiti come Massimo Ranieri, Nek, Arisa, Franco Battiato, Ornella Vanoni Francesca Michielin e Patty Pravo. Alle 23.45 invece la riproposizione di un frammento della puntata di Blitz, con Gianni Minà, del 1982, dove Mogol viene intervistato a proposito del suo sodalizio con Lucio Battisti.

Mogol. (Getty Images)
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Interpretata da un Bobby Solo allora 19enne, Una lacrima sul viso racconta di un uomo che scopre improvvisamente che una donna lo ama. Non lo scopre attraverso una dichiarazione, un bacio o una confessione, ma attraverso una lacrima. In gara al Festival di Sanremo, Bobby Solo venne escluso dalla gara per l’impossibilità di cantare dal vivo il suo brano durante la finale ma la forza del pezzo fu tale da diventare uno dei classici della musica italiana.
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Dopo l’enorme successo di Nessuno mi può giudicare, il Casco d’Oro della musica italiana incide Perdono, brano per certi versi rivoluzionario. Il testo di Mogol infatti racconta un tradimento compiuto da una donna ma, a differenza di Nessuno mi può giudicare, questa volta la protagonista chiede di essere “assolta”. La canzone vince il Festivalbar nel 1966 e diventa una delle più famose del repertorio della Caselli.
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Versione italiana del brano francese Fais-la rire, Riderà ha per protagonista un uomo che decide di rinunciare alla donna amata. Primo grande successo di Little Tony, la canzone ha partecipato al Cantagiro del 1966 e, seppur sconfitta, Riderà sarà in grado di vendere oltre un milione di dischi. Un risultato, per l’epoca, straordinario e che ha lanciato nell’Olimpo la carriera del rocker romano.
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Con Lucio Battisti, Mogol realizzerà forse il connubio più di successo della storia della musica leggera italiana. I due realizzano insieme 12 album dal 1969 al 1980 e sono innumerevoli i brani che sono entrati di diritto nella leggenda. Fra i più conosciuti c’è senza dubbio Il mio canto libero, canzone che Mogol scrisse dopo la separazione dalla prima moglie Serenella. Nei decenni, la canzone è diventata un inno alla libertà e all’autodeterminazione.
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Dopo la fine del sodalizio con Battisti, nello stesso anno Mogol inaugura quello con Riccardo Cocciante. Per il paroliere dunque una nuova fase professionale ma con la creatività e l’energia di sempre. Cervo a primavera, prima collaborazione con Cocciante, racconta il desiderio di un uomo di ricominciare da zero. Con Cocciante, Mogol scriverà nel corso degli anni tante hit come Celeste nostalgia fino alla vittoria a Sanremo nel 1991 con Se stiamo insieme.
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Dopo un decennio di oblio, nonostante le hit degli anni 60, Gianni Morandi torna inaspettatamente al successo con questo brano scritto da Mogol. Costruita sulla nostalgia e sul ricordo di una relazione ormai finita, la canzone parla anche delle difficoltà di lasciar andare il passato. Un brano dunque che non può non richiamare anche la fase di trasformazione professionale che il paroliere stava vivendo in quegli anni di post “separazione” da Battisti.
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Brano fra i più celebri e sensuali della cantante siciliana, Nell’aria è scritta da Mogol e Gianni Bella, fratello di Marcella. La canzone rappresentò la “svolta sexy” di Marcella ed ebbe uno straordinario successo, diventando uno dei brani più famosi della cantante. Presentata al Festivalbar, Nell’aria diventa uno dei grandi successi dell’estate, oggetto d’innumerevoli cover internazionali e remix e, ancora oggi, è considerata una delle canzoni più rappresentative degli anni 80.
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Altro sodalizio importante degli anni 80 quello con Mango, cantante lucano dalla splendida voce che creò un mix irresistibile fatto di pop, melodia mediterranea e influenze internazionali. Con Oro, Mango conquista un enorme successo, proprio quando aveva deciso di mollare la musica e tornare all’università. La canzone racconta l’amore “sensoriale” di uomo per la sua donna attraverso immagini, profumi, luce, corpo e memoria.
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Secondo singolo estratto dall’album dei record Io non so parlar d’amore, il brano è diventato uno dei super classici della musica italiana recente. Scritta insieme al fedele Gianni Bella, L’emozione non ha voce contiene già nel titolo il tema centrale: l’emozione più autentica non può essere spiegata con le parole. Il successo del brano è così grande da sfiorare i due milioni di copie vendute con 101 settimane consecutive nel top 50 della hit parade italiana.
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In gara al Festival di Sanremo, arriverà fino al terzo gradino del podio, la canzone è stata scritta insieme a Gigi D’Alessio e racconta la vita di una donna attraverso una serie di contraddizioni.
Dove la femminilità non viene presentata come una condizione semplice o puramente romantica, ma come qualcosa che richiede forza e capacità di resistere alle difficoltà. Singolo di maggior successo nella carriera della Tatangelo, il brano è rimasto nella top 20 per oltre due mesi.