I profumi al caffè stanno vivendo una vera e propria età dell’oro, ma la loro storia è un viaggio affascinante che parte da lontano. «A volte, in profumeria i chicchi di caffè sono offerti con l’idea che serva a “pulire” […]
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Evocano il risveglio, il calore domestico, l’energia e, non ultimo, una sensualità profonda e magnetica. Poche note olfattive sono capaci di attivare i nostri recettori emotivi in modo così immediato come fanno i profumi al caffè
I profumi al caffè stanno vivendo una vera e propria età dell’oro, ma la loro storia è un viaggio affascinante che parte da lontano. «A volte, in profumeria i chicchi di caffè sono offerti con l’idea che serva a “pulire” il naso tra una fragranza e l’altra», spiega Matteo Stringhini, founder di 50ml, store milanese punto di riferimento di chi cerca fragranze distintive. In realtà, si tratta di un piccolo mito olfattivo. «Il caffè dà la sensazione di liberare i recettori semplicemente perché è un odore molto più forte rispetto ai profumi: si ha così l’impressione di azzerare le molecole olfattive che il naso ha appena inspirato. Ciononostante, questa abitudine ha contribuito a rendere il caffè un vero e proprio trend».
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Per molto tempo, il caffè è stato considerato una nota difficile da “intrappolare” in un flacone senza che risultasse chimica o eccessivamente pesante. La svolta arriva nel 1999 grazie al genio del maestro profumiere Jacques Cavallier, che crea A Men di Thierry Mugler.
Questa fragranza maschile osa l’impensabile: un accordo orientale-legnoso dove il caffè tostato e amaro si scontra con il patchouli, la menta e il cioccolato. È una rivoluzione. Per la prima volta, il caffè non è un elemento di contorno, ma il cuore pulsante di una composizione commerciale di enorme successo, aprendo ufficialmente le porte alla famiglia dei profumi gourmand maschili.
«Negli anni 2000 e 2010, i profumieri iniziano ad affinare nuove tecniche di estrazione (come la CO2), che permettono di ricreare l’odore esatto del chicco tostato con una fedeltà mai vista prima», dice Matteo Stringhini.
Il caffè smette di essere una nota esclusivamente maschile e scura e si sposta verso il pubblico femminile. Il punto di svolta commerciale avviene nel 2014 con il lancio di Black Opium di Yves Saint Laurent. YSL prende la nota del caffè nero e la immerge in un bagno di fiori bianchi (gelsomino e zagara) e vaniglia. Il successo è planetario: il caffè diventa sinonimo di sensualità notturna, energia rock e seduzione.
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«In questo filone spicca Awake di Akro creato dal celebre naso Olivier Cresp. Questa fragranza si distingue per la straordinaria sensazione di chicchi di caffè macinato fresco, risultando una delle più realistiche in assoluto. Il naso dimostra qui tutta la sua maestria: pur senza usare particolari escamotage, riesce a rendere la nota del caffè incredibilmente vibrante, tridimensionale e ricca di sfumature».
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Sono molto apprezzati i profumi al caffè dal contrasto speziato mediorientale. «Un’esperienza olfattiva straordinaria è quella che unisce il caffè alle spezie fredde. Il precursore di questo stile è Intoxicated di Kilian, ispirato alla tradizione mediorientale in cui il caffè viene consumato iperspeziato, dove spicca il cardamomo, creando un contrasto magnifico tra l’oscurità amara del caffè e la freschezza verde e minerale della spezia».
La tendenza più recente abbraccia il comfort con profumi al caffè intimi, come per esempio Replica – Coffee Break di Maison Margiela, che diventano una “coperta di Linus” olfattiva: morbida e, avvolgente e persistente. «Sono molto apprezzati anche i profumi al caffè forti e fuori dagli schemi come Café de Delisse di Maison Tahité, con una nota di crema caffè per celebrare Napoli.
La nuova era dei profumi al caffèSe nei primi anni duemila il caffè veniva spesso “mascherato” da quintali di zucchero o fiori, le proposte più recenti (dal 2020 a oggi) celebrano l’atmosfera dei moderni specialty coffee shop. I consumatori non cercano più solo il profumo “dolce”, cercano l’esperienza olfattiva della torrefazione.
«Profumi come Coffee Addict di Theodoros Kalotinis eliminano i fronzoli, evocando la moka di casa appena uscita dal fuoco con l’obiettivo di ricreare la materia prima pura», spiega Matteo Stringhini.
«E poi ci sono i jus distintivi e fuori dagli schemi come Coffee White Flowers di Bohoboco, che unisce l’acidità del caffè alla delicatezza dei fiori bianchi, e Followed di Kerosene, considerato il profumo più potente di questo genere».
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