Attacchi ai suoi nemici - papa compreso - e immagini create con l'IA. Il presidente americano inonda con un diluvio di post il social Truth, arrivando a definirsi più popolare di Elvis
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Attacchi ai suoi nemici – papa compreso – e immagini create con l’IA. Il presidente americano inonda con un diluvio di post il social Truth, arrivando a definirsi più popolare di Elvis
In una mancita di ore il presidente americano ha riempito Truth con un diluvio di post, tra immagini create con l’IA, dichiarazioni e autocelebrazioni e il riferimento a un suo presunto test cognitivo che ne attesterebbe la genialità.
Tra le immagini artefatte – contenuto a cui il presidente americano non è di certo nuovo – Trump ha ricreato il profilo del Monte Rushmore, con il suo volto scolpito nella pietra accanto a George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln. Poi si è ritratto ancora con Washington con la Casa Bianca a fare da cornice.
Poi è stato il turno del Great American State Fair, l’evento organizzato nel contesto delle celebrazioni per i 250 anni dell’indipendenza americana. Davanti alla defezione di molti degli artisti inizialmente annunciati come partecipanti – additati come “gente strapagata che nessuno vuole sentire” dal tycoon – ecco l’idea di fare un evento Maga in grande stile con lui stesso come atra della serata “Sono l’attrazione numero uno al mondo, l’uomo che attira più folle di Elvis all’apice del successo”.
Nel delirante diluvio, sono arrivate anche immagini – modificate e no – con considerazioni di natura più direttamente politica.
Come gli scatti con Re Carlo III d’Inghilterra o il viaggio in Cina con Xi Jinping e il richiamo alla necessità di avere una sala da ballo alla Casa Bianca visto che anche la Cina ne ha una.
Non sono mancati anche gli attacchi a uno dei suoi bersagli preferiti, Joe Biden, con a confronto le soluzioni dal lui proposte e quelle scelte dal suo predecessore a emergenze come quella del fentanyl o dei furti. O a Barack Obama con la sua biblioteca presidenziale trasformata in un bidone della spazzatura.
E poi un rinnovato astio verso papa Leone XIV reduce dall’incontro con il sindaco di Chicago, Brandon Johnson. “Qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile e che l’Iran non può avere un’arma nucleare!”, ha scritto il tycoon, postando le foto dell’incontro in Vaticano del pontefice con la delegazione della sua città natale.
E poi, altro cavallo di battaglia: il richiamo alla Groenlandia. “Hello, Greenland!”, ha scritto il tycoon, postando il fotomontaggio della sua faccia che sbuca dalle montagne, su cui poggia la presa della sua mano.