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Vacanze estate 2026, guerra e prezzi cambiano i piani degli italiani: le mete più affollate

Дата публикации: 20-06-2026 09:33:38

Per l'estate 2026 cresce il turismo di prossimità: ben 7 milioni di italiani rinunciano all'estero per i rincari e le tensioni internazionali

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Foto di Federica Petrucci

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

L’aumento del costo della vita, il rincaro dei trasporti e le tensioni internazionali stanno già influenzando le scelte di viaggio degli italiani, che per l’estate 2026 stanno sempre di più scegliendo il turismo domestico e di prossimità. Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè diffusa in occasione delle prime partenze estive, saranno circa 36 milioni le persone che si concederanno almeno un giorno di vacanza in Italia ma, nella maggior parte dei casi, cambiando le proprie abitudini.

Estate 2026, le mete preferite dagli italiani

La destinazione preferita resta il mare, che continua a rappresentare la scelta principale per milioni di italiani. Le località balneari della Penisola si preparano quindi a registrare un’elevata affluenza, favorite anche dalla decisione di molti vacanzieri di rinunciare ai viaggi oltreconfine.

Dietro alle spiagge si collocano le vacanze in montagna, sempre più apprezzate per il clima più fresco durante le ondate di caldo estivo, seguite dalla campagna e dalle città d’arte, che mantengono un forte richiamo grazie alla ricchezza del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

La classifica degli alloggi

Per quanto riguarda la sistemazione scelta durante le vacanze:

  • alberghi e bed & breakfast continuano a essere la soluzione più richiesta dagli italiani;
  • subito dopo si collocano le seconde case e le abitazioni di parenti e amici, formule che consentono di abbattere significativamente i costi del soggiorno in un momento caratterizzato dall’aumento generalizzato dei prezzi.

Guerra e rincari frenano i viaggi all’estero

In generale, la ricerca di convenienza sta quindi modificando anche il mercato dell’ospitalità, premiando strutture flessibili e soluzioni capaci di offrire un buon rapporto tra qualità e prezzo. Infatti, uno degli aspetti emersi dall’indagine è che ben 7 milioni di italiani hanno deciso di rinunciare alle vacanze all’estero scegliendo invece destinazioni nazionali a causa dell’aumento dei costi e delle tensioni geopolitiche che stanno interessando diverse aree del mondo. In particolare:

  • nel 77% dei casi la rinuncia è motivata dal caro prezzi. L’incremento del costo dei voli aerei, dell’energia e dei servizi turistici rende infatti molto più onerosa una vacanza internazionale rispetto agli anni precedenti;
  • per un ulteriore 18% degli intervistati pesa invece la preoccupazione legata all’evoluzione dei conflitti internazionali, in particolare alla guerra in Iran e alle tensioni che coinvolgono il Medio Oriente, elementi che alimentano un generale clima di incertezza e spingono molte famiglie a preferire mete considerate più sicure e facilmente raggiungibili;
  • solo il restante 5% indica altre motivazioni personali o organizzative.

L’effetto combinato di inflazione e instabilità internazionale sta inoltre riportando al centro il cosiddetto turismo di prossimità.

Sempre più italiani scelgono infatti di trascorrere le vacanze a poche ore da casa, privilegiando spostamenti in automobile o con mezzi che permettono una maggiore flessibilità e un contenimento delle spese.

Quanto dureranno le vacanze degli italiani

Anche la durata delle ferie riflette la necessità di contenere le spese. La permanenza media sarà di circa 10 giorni, ma con differenze piuttosto marcate tra le diverse fasce della popolazione:

  • il 28% degli italiani trascorrerà fuori casa un periodo compreso tra 4 giorni e una settimana;
  •  il 25% potrà permettersi una vacanza tra una e due settimane;
  • il 15% limiterà la pausa estiva a un massimo di 3 giorni, soluzione che consente di ridurre il budget senza rinunciare completamente alle ferie;
  • soltanto l’1% degli intervistati prevede una vacanza superiore a un mese.

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