Mentre il sole picchia forte sull’Appennino umbro, a Cascia la Salernitana ha iniziato a sudare.
Mentre il sole picchia forte sull’Appennino umbro, a Cascia la Salernitana ha iniziato a sudare. Sotto gli ordini del confermatissimo Serse Cosmi, la truppa granata si sta preparando dal 14 luglio in quello che è un vero e proprio laboratorio di ricostruzione fisica e mentale. L'obiettivo del mister è chiaro: plasmare un gruppo solido che non si disunisca nei momenti di difficoltà, gettando le basi per una stagione che deve necessariamente profumare di riscatto. Dopo questa prima parte in Umbria, la squadra si sposterà a inizio agosto a Cotronei, in Calabria, per rifinire la preparazione. Ma se in campo si corre, dietro le quinte il direttore sportivo Daniele Faggiano è costantemente al telefono. Il calciomercato della Salernitana è un cantiere aperto, una delicata equazione tra sostenibilità economica (dettata dai rigidi parametri sul monte ingaggi della Lega Pro) e competitività tecnica. La Salernitana si è già mossa assicurandosi elementi interessanti: l'esterno argentino Manuel Llano, il portiere Cesare Galeotti e il centrocampista Malik Djibril. Allo stesso tempo, però, il ritiro di Cascia ospita diversi elementi che, pur lavorando con professionalità, sono di fatto fuori dal progetto tecnico o considerati esuberi da piazzare per sfoltire la rosa e alleggerire il bilancio.
Tra questi: i rientri dai prestiti non funzionali. Difensori come Matteo Lovato e Paolo Ghiglione, oltre al centrocampista Ivan Varone, non rientrano nei piani tattici di Cosmi. L'attaccante Juan Ignacio Molina è andato in prestito (con diritto di opzione e contro-opzione) al Trento, mentre giocatori come Emmanuel Gyabuaa, Gianluca Longobardi, Ettore Quirini, Filippo Berra e Rocco Di Vico sono sulla lista dei partenti. Rimane un punto interrogativo su pezzi pregiati come Galo Capomaggio e Ismail Achik. Faggiano vorrebbe trattenerli, ma sono elementi che hanno mercato e potrebbero finanziare altre operazioni in entrata se dovessero arrivare offerte irrinunciabile. Cosmi ha chiesto garanzie tattiche ben precise per il suo 3-5-2 (o 3-4-1-2). Al momento, le priorità di Faggiano si concentrano su due reparti: un difensore mancino, fondamentale per completare la linea a tre dietro. I fari sono puntati con decisione su Alessandro Celli (di proprietà del Catania) e Federico Cagnano (Como/Sudtirol). Uno dei due sarà, con ogni probabilità, il nuovo guardiano della corsia mancina.
Per fare il salto di qualità in Serie C servono "uomini di categoria". Per questo Faggiano sta monitorando con grande attenzione anche profili esperti, ideali per blindare la retroguardia granata, in particolare lo svincolato Alessandro Caporale, un mancino che può fungere sia da centrale che da braccetto. Se la società predica prudenza e pianificazione, i tifosi granata hanno deciso di fare, ancora una volta, i "tifosi della Salernitana". Il lancio della campagna abbonamenti per la stagione 2026/27 – significativamente battezzata “Salerno è mia, io la difendo” (citando lo storico motto di San Matteo) – sta registrando una risposta importante. La fase di prelazione per i vecchi abbonati è partita con tariffe agevolate e grande entusiasmo, a dimostrazione che il legame viscerale tra la città e la maglia non si è spezzato nonostante le delusioni passate. I tifosi ci credono nel salto di categoria? Sì, ma con un disincanto tipico di chi conosce le trappole della Serie C. La delusione per l'eliminazione nelle semifinali playoff della scorsa stagione fa ancora male, e la piazza chiede a gran voce che la squadra lotti fin da subito per le posizioni di vertice. Più che una speranza cieca, a Salerno si respira una pretesa di riscatto. C'è la consapevolezza che il girone C sarà come sempre un inferno sportivo pieno di insidie e derby caldissimi, ma con Cosmi in panchina e Faggiano al timone del mercato, la gente spera di avere le carte in regola per tentare l'assalto alla Serie B. La palla ora passa al campo di Cascia.