È stata presentata a Palazzo Chigi la campagna di comunicazione istituzionale ‘Non è mai troppo presto – 9 consigli digitali per i neogenitori’, promossa dal dipartimento per l’informazione e l’editoria e dal dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri. L’iniziativa accende i riflettori su un fenomeno […]
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È stata presentata a Palazzo Chigi la campagna di comunicazione istituzionale ‘Non è mai troppo presto – 9 consigli digitali per i neogenitori’, promossa dal dipartimento per l’informazione e l’editoria e dal dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri. L’iniziativa accende i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: l’ingresso degli smartphone e dei dispositivi digitali nei momenti più delicati della relazione tra genitori e figli, fin dai primi giorni di vita.
Alla conferenza stampa di lancio sono intervenuti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro della Salute Orazio Schillaci, la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella e il sottosegretario all’informazione e all’editoria Alberto Barachini. Al centro dell’iniziativa una guida pratica composta da nove consigli destinati alle famiglie e sviluppata dalla Fondazione Pensiero Solido, guidata da Antonio Palmieri.
Il tema: proteggere la relazione tra genitori e figliIl messaggio della campagna è chiaro: la tecnologia non deve diventare un ostacolo alla costruzione del legame affettivo tra adulti e bambini. Lo spot e i materiali informativi invitano i genitori a preservare i momenti di presenza e contatto diretto con i figli, soprattutto nei primi mesi di vita. Il rischio, secondo i promotori dell’iniziativa, è che lo schermo si inserisca nelle interazioni quotidiane, eliminando la connessione emotiva tra genitore e bambino.
I nove consigli della Fondazione Pensiero Solido
‘Nove consigli digitali per neogenitori’ è il sottotitolo scelto per l’iniziativa proprio perché il cuore del progetto è rappresentato da una serie di indicazioni pratiche pensate per aiutare mamme e papà a trovare un equilibrio tra utilizzo delle tecnologie e qualità della relazione familiare. I suggerimenti sono stati elaborati dalla Fondazione Pensiero Solido e in particolare dal suo fondatore e presidente Antonio Palmieri, che da tempo lavora sui temi dell’educazione digitale.
Secondo Palmieri, le indicazioni contenute nella brochure puntano a “tenere viva la relazione tra genitori e figli, senza il terzo incomodo del device”. Tra i comportamenti suggeriti figurano l’invito a non utilizzare smartphone e video per distrarre o tranquillizzare il bambino e a evitare l’uso dei dispositivi durante momenti significativi come l’allattamento o i pasti condivisi.
Palmieri ha inoltre evidenziato che i primi protagonisti di questo percorso educativo sono i genitori e, quando presenti, anche i nonni. La campagna, ha spiegato, nasce dalla constatazione che sia sempre più frequente vedere bambini molto piccoli ai quali vengono affidati smartphone o tablet per calmarli o farli mangiare, senza considerare gli effetti che un’esposizione precoce e continuativa agli schermi può avere sullo sviluppo delle capacità relazionali.
Mantovano: ‘La consapevolezza deve esserci dal primo giorno’Secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano, l’iniziativa rappresenta uno strumento di prevenzione rispetto ai rischi legati all’uso non consapevole delle tecnologie digitali e dei social media. Da qui la scelta di coinvolgere direttamente le strutture sanitarie e i luoghi in cui le famiglie vengono accompagnate nei primi mesi di vita dei figli.
Uno degli elementi più significativi del progetto riguarda la distribuzione capillare dei materiali informativi. Come annunciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci, brochure, locandine e strumenti di sensibilizzazione saranno inseriti nei kit di nascita destinati ai neogenitori e distribuiti nelle strutture sanitarie. La ministra Eugenia Roccella ha inoltre spiegato che i contenuti della campagna saranno diffusi anche attraverso la rete dei centri per la famiglia presenti sul territorio. Oltre alle strutture sanitarie, il materiale verrà distribuito anche attraverso una rete di 628 centri per la famiglia attivi in Italia.
Una campagna multicanale da 50 milioni di contattiLa strategia di comunicazione prevede una diffusione massiccia attraverso televisione, radio, web e social media. Secondo quanto annunciato dal sottosegretario Alberto Barachini, lo spot sarà trasmesso sulle reti Rai per 15 giorni consecutivi con 140 passaggi sulle reti generaliste, 40 su Rai Sport e 140 passaggi radiofonici su Radio1, Radio2, Radio3 e Isoradio. La campagna sarà inoltre rilanciata online e sui canali social, con una stima complessiva di oltre 50 milioni di contatti lordi.