«La mobilità nelle metropoli oggi è il vero tema. Ma esiste anche la comprensibile aspirazione delle persone a possedere mezzi di lusso. Si tratta di accettare il disequilibrio temporaneo»
L'articolo Intervista: One Works sembra essere il primo su Abitare.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Leonardo Cavalli e Giulio De Carli uscirono dal gruppo milanese Systematica – specializzato in pianificazione urbana e mobilità – per fondare insieme un nuovo studio. Era il 2007 e così nasceva One Works. «Volevamo che il nome contenesse la parola work, perché in questo lavoro le idee contano al massimo per il 10 per cento. Il resto è fare», spiegano. Fu un amico influente (l’artista olandese Paul Ouwerkerk) a suggerire il nome One Works, senza dare troppe spiegazioni. «Dopo quasi vent’anni, si rivela azzeccatissimo. Significa ‘we work as one’. Infatti abbiamo diverse sedi, ma tutte strettamente collegate e interdipendenti». Milano è il perno principale, attorno cui ruotano gli uffici di Roma, Venezia, Londra e Dubai nel dare corpo a infrastrutture – come aeroporti, stazioni ferroviarie e metropolitane, da Venezia a Lanzarote, a Doha – ma anche centri commerciali e quartieri residenziali. E poi la pianificazione strategica. Tra le poche notizie che trapelano a oggi sulla ricostruzione dell’Ucraina, è una sicurezza il loro concept masterplan per la città di Mykolaïv, nel sud del paese, messo a punto insieme a Comune, tecnici locali e cittadinanza per iniziativa di UNECE (la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite). E – cosa non da poco – già finanziato da un’istituzione che fa capo al Governo tedesco.
Un’immagine del vecchio arsenale militare di Mykolaïv, Ucraina, che verrà trasformato in porto turistico.
Che realtà avete incontrato a Mykolaïv?
Pensavamo che ci avrebbero chiesto di occuparci di riallacciamenti di infrastrutture danneggiate dalla guerra, di scuole e ospedali. Invece è partito da subito un grande lavoro sulle aspirazioni dei cittadini. Abbiamo trovato un’amministrazione molto avveduta e un tessuto imprenditoriale smart e attrezzato. Attraverso questionari veicolati nei quartieri e call settimanali con gli abitanti abbiamo messo a fuoco il masterplan.
Come cambierà la città in base al vostro progetto?
Mykolaïv era il cantiere navale della marina sovietica, c’è da recuperare tutta un’area militare che era da tempo abbandonata tra i due fiumi. L’idea di fondo è restituire il waterfront ai cittadini, ma conservando l’industria navale civile come strategia per il futuro. E poi ci saranno un collegamento rapido con l’aeroporto, mobilità urbana sostenibile, nuovi distretti tecnologici e quartieri a uso misto immersi nel verde…
In Ucraina il driver della trasformazione purtroppo è la guerra. Quali altri fattori generano le vostre grandi commesse nel mondo?
Principalmente la crescita della popolazione e la conseguente spinta all’urbanizzazione. L’Europa nel 2026 raggiungerà il suo picco di 453 milioni di abitanti, dopodiché inizierà a calare. In Italia – il cui Pil cresce annualmente dello 0,4 per cento circa – ormai le opportunità derivano quasi unicamente da eventi come l’Expo, il Giubileo, le Olimpiadi, e si reggono su spostamenti di ricchezza. Ci sono regioni invece dove la crescita è spinta dalla domanda. La sola città di Dubai aumenta di 400mila abitanti all’anno, e questo genera grandi opportunità e possibilità di sperimentazione.
La nuova piazza prospiciente la chiesa di San Giovanni in Laterano, a Roma. Completata nel 2025 in occasione del Giubileo, restituisce ai pedoni un’ampia area attrezzata dove sostare piacevolmente grazie alla pavimentazione con superfici di pietra alternate a fasce erbose, fontane interattive e uno scenografico sistema d’illuminazione notturna.
A Dubai avete anche uno studio, da 15 anni…
Sì, ma non abbiamo progetti lì. Dubai oggi è cruciale come lo fu Venezia nel 1200 o Londra nell’Ottocento. È l’hub finanziario di una regione molto più grande, che si estende dal Senegal alla Thailandia e conta 2-3 miliardi di persone. Arabia Saudita, Asia centrale e India considerano Dubai un punto di riferimento per quanto riguarda servizi e disponibilità a intraprendere. La città negli ultimi 20-30 anni si è trasformata e reinventata, puntando sulla sua anima commerciale, che oggi è diventata finanziaria.
A Riyadh, in Arabia Saudita, One Works firma due stazioni della linea metropolitana. Un’immagine della Downtown Station, il cui cantiere è già quasi terminato: sviluppato dallo studio milanese su concept di Snøhetta, è un hub complesso avvolto in una scenografica struttura a specchio.
Nella periferia a sud di Roma, vicino al quartiere EUR e all’antica abbazia delle Tre Fontane, sorgerà nei prossimi anni il Serafico Residential District: otto palazzine di altezze variabili da 5 a 6 piani, con ampie terrazze che affacciano su un paesaggio ondulato fatto di giardini e di percorsi nel verde.
Lo spazio pubblico è il grande negletto nelle città – Dubai per prima – in gran parte a causa della presenza massiccia di automobili. Voi che progettate trasporti, pensate che sia un problema affrontabile nel medio periodo?
La mobilità nelle metropoli oggi è sicuramente il vero tema. Ma esiste anche la comprensibile aspirazione delle persone a possedere mezzi di lusso, come accade per esempio a Tirana, oggi letteralmente paralizzata dal traffico delle BMW. Quindici anni fa proprio a Tirana perdemmo un concorso, vinto da un gruppo libanese che proponeva di realizzare in città – su un semplice torrente – una marina dove ormeggiare gli yacht. Hanno vinto loro, regalando un sogno. In questa materia l’opinione corrente nell’area del Golfo, così come la nostra, è che si tratta di accettare il disequilibrio temporaneo…
Nel frattempo però ideate assi pedonali e hub della mobilità evoluti.
Sì certo. Alla Mecca, in Arabia Saudita, stiamo realizzando Masar, un quartiere lineare da 1,2 milioni di metri quadrati che collega la stazione ferroviaria alla Moschea di Al Haram, meta dei pellegrini. Sotto all’ampio boulevard pedonale lungo quattro chilometri – ombreggiato dal verde e da pensiline appositamente concepite – c’è la metropolitana e ci sono quattro parking per un totale di diecimila auto. E sempre in Arabia Saudita abbiamo in corso altri progetti per infrastrutture e hub di interscambio, che prevedono un disegno dettagliato di tutti gli spazi pubblici.
L’ampliamento dell’aeroporto di Riga (Lettonia), atteso per il 2027.
Le commesse che conquistate nel mondo vi collocano tra i primi dieci studi italiani per fatturato. Qual è la vostra carta vincente, il vostro valore aggiunto?
Ci piace definire il nostro plus come ‘appropriatezza’. Non abbiamo idee da imporre, ma neppure ci limitiamo a proporre l’architettura come semplice servizio. Per noi il progetto è prima di tutto uno strumento di dialogo, con cui costruire un’idea insieme a clienti e stakeholder.
Di recente vi siete rivolti alla società di consulenza KPMG per farvi aiutare a ridisegnare lo studio nei suoi aspetti organizzativi. Perché questa scelta, e quali nuove strade imboccherete?
Noi due soci fondatori abbiamo 63 anni, ci stiamo ponendo domande sul futuro e pensiamo di aprire a nuove partnership – da intendere come persone, non capitali. Pensiamo sia corretto per garantire continuità allo studio. Questo porterà forse a una società meno italiana, e a un contesto più ampio.
Il Masar Urban Development Project in costruzione alla Mecca, in Arabia Saudita. Consiste in un boulevard pedonale lungo quattro chilometri che collega la stazione ferroviaria alla moschea di Al Haram, meta dei pellegrini. Parcheggi e una linea metropolitana occupano il sottosuolo per tutta la lunghezza dell’asse, mentre in superficie il viale è accompagnato da edifici residenziali, hotel e aree commerciali.
One Works, le opere principali:
Abitare © RIPRODUZIONE RISERVATA
| # | Наименование новости | Тональность | Информативность | Дата публикации |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Intervista: Lina Ghotmeh | 0 | 7.76 | 22-06-2026 |
| 2 | Mobile Multitasking per miniappartamento | 0 | 6.5 | 29-06-2026 |
| 3 | Intervista: Dan Stubbergaard | 0 | 8.05 | 15-06-2026 |
| 4 | Macchina per abitare piccoli spazi | 0 | 7.66 | 12-06-2026 |
| 5 | La città entra in casa | 0 | 6.28 | 13-07-2026 |
| 6 | Hair Clubbing | 0 | 8.62 | 27-07-2026 |
| 7 | Tutta la casa in un’unica stanza | 0 | 6.73 | 08-07-2026 |
| 8 | Béton Brut | 0 | 9.09 | 24-06-2026 |
| 9 | Ritorno al Moderno | 0 | 11.34 | 31-07-2026 |
| 10 | Ripensare l’abitare nelle città | 0 | 9.9 | 22-06-2026 |