L’obesità tra bambini e adolescenti non è più solo una conseguenza di una cattiva alimentazione o della sedentarietà, è una malattia complessa, influenzata da fattori biologici, ambientali e sociali. È questa la descrizione che gli specialisti danno oggi del grave […]
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Il nostro paese riconosce anche l’obesità adolescenziale come una malattia complessa e pubblica le prime indicazioni. Intanto Roma elimina i cibi ultra-processati dalle mense scolastiche
L’obesità tra bambini e adolescenti non è più solo una conseguenza di una cattiva alimentazione o della sedentarietà, è una malattia complessa, influenzata da fattori biologici, ambientali e sociali. È questa la descrizione che gli specialisti danno oggi del grave sovrappeso, tanto che l’Italia ha appena pubblicato la prima Linea guida nazionale dedicata alla sua gestione negli adolescenti. Un documento importante che arriva nello stesso momento in cui Roma Capitale fa una scelta proprio in questa direzione, diventando la prima capitale europea a eliminare dalle mense i cibi ultra-processati. Mentre, quindi, la medicina ridefinisce il modo di affrontare il problema obesità, anche le istituzioni iniziano a intervenire a scuola dove le abitudini alimentari si costruiscono ogni giorno.

Questo cambio di prospettiva, è anche il punto di partenza della nuova Linea guida scritta dall’Associazione medici endocrinologi, insieme ad altre società scientifiche, dedicata alla gestione dell’obesità negli adolescenti tra i 12 e i 18 anni, una malattia vera e propria che non può più essere affrontata come il risultato di semplici scelte individuali. Per questo il documento, inserito nel Sistema nazionale linee guida dell’Istituto superiore di sanità, indica la necessità di percorsi personalizzati che coinvolgano diversi specialisti. Alimentazione equilibrata e attività fisica restano fondamentali, ma nei casi più complessi possono essere valutati anche altri strumenti terapeutici.
Un ambiente che favorisce il sovrappesoNell’elenco dei fattori imputati nell’obesità in età adolescenziale, oltre alla predisposizione genetica, al metabolismo e agli aspetti psicologici e sociali, ce n’è uno decisivo: l’ambiente, il contesto in cui viviamo che negli ultimi decenni è profondamente cambiato: gli alimenti ultraprocessati, come bevande e snack ricchi di zuccheri e grassi, e una vita sempre più sedentaria hanno creato un ambiente che favorisce l’aumento di peso. I dati, oltretutto, confermano che il fenomeno è in crescita. In Europa milioni di bambini convivono già con sovrappeso o obesità e le previsioni indicano un ulteriore aumento nei prossimi anni se non verranno adottate strategie efficaci di prevenzione.
Dalla medicina alla tavola: la gestione dell’obesità nei ragazzi cambia prospettiva. (Pexels)
È proprio qui che gioca un ruolo fondamentale la scuola e Roma ha agito esattamente in questo senso, prendendo una strada molto coraggiosa che lancia un messaggio fondamentale: la salute comincia anche da un pranzo in mensa. È questa idea che ha guidato l’Amministrazione romana, prima capitale europea a farlo, nella stesura del nuovo bando per la ristorazione scolastica, nel quale vengono esclusi del tutto dalle mense i cibi ultra-processati, privilegiando invece alimenti freschi, prodotti stagionali e ingredienti provenienti da filiere locali. Una decisione destinata a cambiare l’alimentazione di migliaia di bambini.
Dal campo alla prevenzioneLa scelta arriva dopo il lavoro avviato da Campagna Amica per la Salute, il progetto promosso da Coldiretti insieme alla Fondazione Campagna Amica e alla Fondazione Aletheia. L’iniziativa ha riunito agricoltori, medici e istituzioni con un obiettivo comune: riportare il cibo al centro della prevenzione perché una corretta alimentazione non serve soltanto a curare, ma soprattutto ad evitare che molte malattie si sviluppino. Nelle scorse settimane questa collaborazione aveva già dato un segnale concreto portando i mercati contadini all’interno di 71 ospedali italiani. Ora, l’esclusione degli alimenti ultra-processati dalle mense scolastiche rappresenta un altro importante tassello.
Perché si parla tanto di cibi ultra-processatiNegli ultimi anni si parla e si studiano moltissimo gli alimenti ultra-processati. Su quello che sono però bisogna essere precisi, perché troppi falsi miti esistono su questi prodotti. A rendere questi cibi malsani, non è il numero di lavorazioni a cui vengono sottoposti. Alcuni prodotti industriali possono essere modificati per motivi di sicurezza o per aggiungere nutrienti. Il problema nasce quando a questi prodotti vengono aggiunti ingredienti malsani come elevate quantità di zuccheri, di grassi saturi o sale, di additivi e conservanti. È in questi casi che il consumo abituale porta a un maggior rischio di sviluppare patologie come l’obesità, il diabete fino alle malattie cardiovascolari.
Educare al cibo per proteggere la saluteDavanti a questi contesti, fortunatamente, molte politiche sanitarie stanno iniziando a guardare con maggiore attenzione alla qualità complessiva della dieta, soprattutto quando riguarda bambini e adolescenti. La prima Linea guida e la scelta di Roma si inseriscono proprio in questa direzione: intervenire prima che il problema emerga, partendo dai luoghi in cui si formano le abitudini. Perché la salute dei bambini si costruisce anche attraverso gesti quotidiani, come quello di mettere a tavola un pasto di qualità.
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