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OpenAI lancia ChatGpt per gli adolescenti: stima dell’età, più filtri e avvisi ai genitori

Дата публикации: 19-08-2026 08:44:16

ChatGpt for Teens diventa l’esperienza predefinita per gli utenti tra 13 e 17 anni. OpenAI prova a riconoscere automaticamente i minorenni, limita alcune risposte e rafforza i controlli parentali. Durante un briefing virtuale con la stampa a cui abbiamo partecipato, l’azienda ci...

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ChatGPT cambia quando davanti allo schermo c’è un adolescente

OpenAI ha costruito una versione di ChatGpt pensata specificamente per gli adolescenti. La società ha presentato ChatGpt for Teens, un’esperienza destinata agli utenti tra 13 e 17 anni che applica regole più restrittive alle conversazioni e concentra una parte importante delle nuove funzioni sull’apprendimento.

Nel corso di un briefing virtuale con la stampa internazionale a cui abbiamo partecipato, OpenAI ha spiegato che questa diventerà progressivamente l’esperienza standard per gli utenti riconosciuti come minorenni.

“Chiunque dichiari di avere meno di 18 anni, o che il nostro sistema stima rientrare in quella fascia d’età, accederà a questa versione”, ha spiegato l’azienda.

La differenza riguarda anche il comportamento del modello. OpenAI ha sviluppato una politica specifica per le conversazioni con i minori, con restrizioni maggiori nei casi che coinvolgono contenuti sensibili, violenza e materiale sessualmente esplicito.

“Il sistema è programmato per non rispondere in situazioni che coinvolgono contenuti sensibili, violenza o materiale sessualmente esplicito”, ha spiegato la società.

La scelta arriva dopo anni in cui gli adolescenti hanno utilizzato gli stessi chatbot degli adulti, con protezioni progressivamente aggiunte nel tempo. OpenAI presenta ora queste funzioni come un’esperienza organica, progettata fin dall’inizio intorno alle esigenze dei minorenni.

I problemi dell’IA usata dagli adolescenti

Il lancio arriva mentre aumenta l’attenzione sul rapporto tra chatbot e salute mentale dei più giovani.

Negli Stati Uniti diverse famiglie hanno avviato cause legali contro le aziende che sviluppano chatbot, sostenendo che le conversazioni con questi sistemi abbiano contribuito al deterioramento della salute mentale dei loro figli. Alcune hanno citato direttamente OpenAI e il suo CEO Sam Altman. Tra i casi più noti c’è quello dei genitori di Adam Raine, un ragazzo di 16 anni morto per suicidio nell’aprile del 2025: secondo la causa, ChatGpt avrebbe assecondato i suoi pensieri suicidari e gli avrebbe fornito indicazioni utili a pianificare la propria morte. OpenAI contesta l’idea che il prodotto sia responsabile.

Associazioni per la tutela dell’infanzia e autorità pubbliche stanno osservando con crescente attenzione prodotti capaci di mantenere conversazioni molto lunghe e di adattare tono e risposte alla persona che hanno davanti.

Il rapporto con un chatbot presenta caratteristiche diverse da quello con un social network. Instagram o TikTok mostrano soprattutto contenuti creati da altre persone e selezionati da algoritmi. ChatGpt genera invece una risposta specifica per ogni messaggio ricevuto e può mantenere una conversazione personale per molto tempo.

Per un adolescente che parla di ansia, solitudine, alimentazione o problemi sentimentali, questa capacità rende l’interazione particolarmente delicata.

Con ChatGpt for Teens, OpenAI introduce quindi una separazione più marcata tra utenti adulti e minorenni. Al compimento dei 18 anni le protezioni specifiche possono essere rimosse e termina anche l’eventuale collegamento con l’account del genitore.

Come ChatGpt prova a capire quanti anni hai

Uno degli aspetti più delicati riguarda l’identificazione dell’età.

Affidarsi soltanto alla data di nascita dichiarata durante la registrazione renderebbe molto semplice aggirare le protezioni. OpenAI utilizza quindi un sistema composto da più livelli: autodichiarazione, stima automatica dell’età e verifica successiva quando il sistema sbaglia.

Durante il briefing, l’azienda ha riconosciuto apertamente il limite delle informazioni fornite dagli utenti.

“Sappiamo che i giovani non sono sempre sinceri sulla loro età”, ha detto OpenAI. “Per questo abbiamo sviluppato un sistema di stima in grado di prevedere se una persona è minorenne e, in tal caso, di trasferirla nell’esperienza dedicata”.

Il sistema osserva segnali accumulati nel tempo, compresi elementi comportamentali e conversazionali. OpenAI sostiene che proprio questa profondità temporale renda difficile ingannare il classificatore con un singolo comportamento costruito artificialmente.

“Il nostro sistema di stima dell’età è progettato per prendere in considerazione un orizzonte molto lungo di segnali”, ha spiegato l’azienda rispondendo a una domanda sulla possibilità che un adolescente possa aggirare il controllo con l’aiuto di una persona più grande. “Ingannare il sistema è estremamente difficile, poiché richiede giorni o settimane di segnali comportamentali e conversazionali coerenti con un’altra età”.

OpenAI non ha però fornito durante il briefing dati dettagliati sul numero di falsi positivi e falsi negativi prodotti dal sistema, cioè sui casi in cui un adulto viene scambiato per un minorenne o un adolescente viene classificato come adulto.

Quando la stima è sbagliata, l’utente può ricorrere a una verifica dell’età e uscire dall’esperienza per adolescenti. L’azienda descrive quindi il proprio metodo come una strategia “su tre fronti”: dichiarazione, previsione e verifica.

Cosa cambia nelle risposte del chatbot

ChatGpt for Teens applica limiti più stringenti anche al contenuto delle risposte.

Le aree considerate più sensibili comprendono salute mentale, autolesionismo, violenza, sessualità e comportamenti rischiosi. In questi casi ChatGpt segue regole più severe rispetto a quelle applicate agli adulti. Può rifiutarsi di fornire istruzioni pericolose, evitare descrizioni grafiche o sessuali e interrompere forme di roleplay romantico o violento che sarebbero consentite in altri contesti.

Se il sistema individua segnali di disagio o un possibile rischio di autolesionismo, il sistema può inoltre rendere le risposte più caute, cercando di ridurre l’escalation della conversazione e indirizzando il ragazzo verso una persona di fiducia o altre forme di supporto.

Abbiamo chiesto a OpenAI, durante il briefing, lumi su un problema già emerso nella ricerca sui chatbot: alcune barriere di sicurezza possono diventare meno affidabili quando una conversazione diventa molto lunga.

L’azienda sostiene di aver sviluppato un meccanismo specifico per questi casi.

“Abbiamo fatto passi da gigante in quest’area”, ha spiegato OpenAI. “Quando identifichiamo che un utente, che sia un adolescente o un adulto, sta attraversando un momento di difficoltà, lo spostiamo automaticamente in questo contesto di sicurezza. Si tratta di un’esperienza ridotta e molto più protetta”.

In pratica, quando il sistema identifica una conversazione potenzialmente critica, può cambiare il contesto operativo del modello e applicare un insieme più ristretto di comportamenti consentiti.

È una misura particolarmente importante per gli adolescenti, perché le conversazioni con un chatbot possono durare a lungo e assumere progressivamente un carattere personale, soprattutto quando vengono utilizzate per parlare di ansia o difficoltà nelle relazioni.

Il rischio antropomorfizzazione

C’è poi una questione che accompagna ormai gran parte del dibattito sull’intelligenza artificiale conversazionale: la possibilità che le persone, soprattutto i minori, inizino a considerare il chatbot come una presenza umana.

Durante il briefing è stato chiesto a OpenAI se questo fenomeno fosse già evidente tra gli adolescenti.

“La risposta breve è no”, ha detto la società.

OpenAI considera comunque il rischio abbastanza serio da aver introdotto misure preventive. Dopo circa 90 minuti di utilizzo continuativo, ChatGpt può mostrare un promemoria che invita l’adolescente a interrompere la sessione. Il messaggio ricorda anche che l’interlocutore è un sistema di intelligenza artificiale.

L’azienda collega questa scelta a un progetto più ampio di alfabetizzazione all’IA: abituare gli adolescenti a riconoscere la natura del sistema con cui stanno interagendo, soprattutto quando il tono della conversazione diventa personale.

La società ha aggiunto anche un avviso quando un adolescente carica un’immagine, invitandolo a valutare se la fotografia contenga informazioni personali o private prima di condividerla con il chatbot.

Gli strumenti per i genitori

OpenAI aveva introdotto i primi controlli parentali nel 2025. Con ChatGpt for Teens le possibilità offerte alle famiglie aumentano.

Un genitore può collegare il proprio account a quello del figlio e intervenire su alcune funzioni, tra cui memoria, modalità vocale e orari di utilizzo.

Le Quiet Hours, le ore di quiete, consentono di stabilire intervalli durante i quali ChatGpt viene disattivato. Possono essere impostate anche direttamente dall’adolescente.

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Il genitore non riceve però accesso ordinario alle conversazioni. Il sistema punta piuttosto su notifiche legate a situazioni considerate particolarmente gravi.

Nel briefing virtuale OpenAI ha indicato due categorie principali: salute mentale e violenza.

“La prima riguarda i problemi legati alla salute mentale, come il rischio di suicidio o autolesionismo”, ha spiegato l’azienda. “La seconda riguarda i contenuti violenti: ogni volta che un adolescente richiede esplicitamente materiale di questo tipo attraverso i prompt, il genitore riceve immediatamente un avviso”.

Secondo OpenAI, gli avvisi più delicati passano attraverso una revisione umana. Personale specializzato valuta la conversazione e l’azienda punta a far arrivare la notifica al genitore entro un’ora dalla richiesta iniziale.

OpenAI afferma inoltre di aver lavorato con organizzazioni esterne per le problematiche relative alla violenza. Ai genitori che ricevono un avviso vengono fornite indicazioni disponibili in oltre 50 lingue su come gestire la situazione.

Questa architettura introduce inevitabilmente un equilibrio difficile tra privacy dell’adolescente e intervento familiare. OpenAI sceglie di concentrare gli avvisi sui casi che considera ad alto rischio, lasciando private le conversazioni ordinarie.

ChatGpt prova a diventare un tutor

Una buona parte del nuovo prodotto ruota intorno alla scuola.

OpenAI sostiene che lo studio sia già uno degli utilizzi principali di ChatGpt tra gli adolescenti e ha costruito nuove funzioni per orientare il chatbot verso un ruolo più vicino a quello di un tutor.

Gli studenti possono chiedere spiegazioni semplificate, ricevere feedback su un saggio e trasformare appunti in guide di studio, flashcard o quiz interattivi. Nei quiz, ChatGpt presenta una domanda alla volta e fornisce un feedback immediato prima di passare alla successiva.

Centrale è la Modalità di Studio, sviluppata secondo OpenAI con il contributo di organizzazioni e ricercatori esterni, tra cui Stanford e MIT. Il sistema accompagna lo studente nella soluzione di un problema attraverso domande e spiegazioni progressive.

L’adolescente può anche impostare delle Ore di studio, per esempio dalle 17 alle 21. Durante quelle ore, ogni nuova conversazione parte automaticamente in Modalità di Studio.

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“Il sistema riconosce anche quando un adolescente cerca di prendere una scorciatoia per i compiti, ad esempio chiedendo direttamente la soluzione, e lo reindirizza verso la Modalità di Studio”, ha spiegato OpenAI nel briefing. L’azienda definisce questo meccanismo un “attrito positivo”, pensato per spingere lo studente a lavorare insieme al chatbot invece di delegargli completamente l’esercizio.

È un tentativo di affrontare uno dei problemi più evidenti dell’ingresso dell’IA nelle scuole. Lo stesso sistema che può spiegare un’equazione o aiutare a ripassare un capitolo può anche produrre in pochi secondi un tema o la soluzione completa di un esercizio.

OpenAI vuole rendere più difficile questo secondo comportamento quando riconosce un adolescente.

Perché OpenAI vuole che i teenager continuino a usare ChatGPT

Se l’uso di ChatGpt richiede così tante protezioni specifiche, perché incoraggiarne comunque l’accesso da parte dei minorenni?

La risposta dell’azienda parte dal fatto che gli adolescenti stanno già usando il servizio.

“Questa novità rappresenta un miglioramento dell’esperienza che i ragazzi stanno già vivendo oggi”, ha spiegato OpenAI. “Sappiamo che i giovani utilizzano ChatGpt principalmente per studiare; questo è un ulteriore passo per rendere lo strumento il più utile possibile sotto il profilo educativo”.

L’azienda rivendica apertamente la scelta di mantenere ChatGpt accessibile agli adolescenti.

“Crediamo fermamente che gli adolescenti debbano avere accesso a questa tecnologia perché offre opportunità incredibili”, ha aggiunto. “È nostra responsabilità, e nelle nostre capacità, fornire loro questo potente strumento con salvaguardie integrate fin dal principio”.

Questa frase riassume bene la posizione di OpenAI. La società considera l’accesso degli adolescenti all’intelligenza artificiale ormai parte della realtà quotidiana e prova a costruire intorno a quell’uso un insieme di limiti tecnici, controlli familiari e regole specifiche.

Resta da capire quanto saranno affidabili questi sistemi quando verranno applicati su centinaia di milioni di conversazioni, lingue e contesti familiari differenti. La stima dell’età può sbagliare, i sistemi di sicurezza possono essere aggirati e le notifiche dipendono dalla capacità del modello di riconoscere correttamente situazioni molto sfumate.

OpenAI stessa, durante il briefing, ha evitato di presentare il lavoro come concluso: “Il nostro sforzo sulla sicurezza non finisce mai”.

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