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Rientri in Italia, la classifica delle regioni preferite da chi ha scelto di tornare

Дата публикации: 05-09-2026 06:56:48

I dati Istat sui rimpatri del 2025: gli italiani tornati sono circa 56.000, in calo del 3,4%, e scelgono soprattutto il Nord e la Sicilia

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Secondo i dati sulla popolazione italiana residente all’estero, pubblicati da Istat il 3 settembre 2026, nel 2025 gli italiani rimpatriati risultano essere circa 56mila, in calo del 3,4% rispetto all’anno precedente e decisamente di un numero minore rispetto a chi invece ha deciso di lasciare il Paese.

Al 31 dicembre scorso, infatti, i residenti fuori dai confini nazionali erano 6 milioni e 604mila, circa 183mila in più rispetto all’inizio dell’anno, con un incremento del 2,8%.

Nella maggior parte dei casi sono soprattutto i giovani ad andarsene, spinti dalla voglia di trovare stabilità economica e fare carriera. A spingere il rientro, invece, sono cause che hanno a che fare non solo con il lavoro, ma anche con affetti e legami familiari.

La classifica delle regioni preferite dai rimpatriati

Dei 56mila rimpatri monitorati nel 2025:

  • quasi la metà, precisamente il 47,8%, ha avuto come destinazione una regione del Nord Italia;
  • un altro 20% dei rientri si è diretto verso il Centro;
  • il restante 32,2% ha riguardato il Mezzogiorno.

Nella classifica delle regioni con maggior numero di rientri:

  • al primo posto c’è la Lombardia, che nel 2025 ha accolto il 18,4% del totale dei rimpatri;
  • al secondo posto della graduatoria compare la Sicilia, che raccoglie il 10,1% dei rimpatri. La regione non è soltanto una delle principali aree da cui gli italiani continuano a partire, ma è anche una delle destinazioni più importanti per coloro che scelgono di rientrare;
  • al terzo posto si trova il Lazio, con l’8,7% dei rimpatri;
  • a seguire c’è invece il Piemonte, che raggiunge l’8,4%.
Posizione Regione Quota sul totale dei rimpatri
1 Lombardia 18,4%
2 Sicilia 10,1%
3 Lazio 8,7%
4 Piemonte 8,4%

Come dimostra la distribuzione geografica, le motivazioni che possono spingere una persona a tornare in Italia sono diverse. Se per Lombardia e Lazio possono entrare in gioco elementi come lavoro e opportunità professionali, nel caso della Sicilia il legame familiare, il ritorno nella regione di origine, il costo della vita e la possibilità di riavvicinarsi alla propria comunità dopo anni trascorsi all’estero sono tra le cause principali.

Da dove provengono gli italiani che tornano?

Come riportano i dati Istat, oltre un terzo dei rimpatri registrati nel 2025 proviene da soli tre Paesi (che insieme rappresentano il 36,3% dei rientri), ovvero:

  • Germania;
  • Regno Unito;
  • Svizzera.

Seguono:

  • gli Stati Uniti, dai quali arriva il 6,6% dei rimpatri;
  • Francia, con il 6,5%;
  • il Brasile, con il 6%.

L’Europa continua a essere l’area verso cui si concentra la maggior parte degli espatri. Nel 2025, infatti, il 75,5% degli italiani espatriati, pari a circa 82mila persone, ha scelto un altro Paese europeo:

  • Spagna e Germania hanno registrato circa 13mila espatri ciascuna;
  • la Svizzera a seguire si è posizionata con 12mila;
  • il Regno Unito si è conquistato il terzo posto con 11mila;
  • la Francia infine ha chiuso con 9mila.

Questi stessi Paesi compaiono anche tra quelli da cui provengono più persone che successivamente decidono di rientrare. Non è casuale, ma il segnale di una mobilità che non necessariamente rappresenta una scelta definitiva. Per una parte degli italiani, trasferirsi all’estero può essere una fase della propria vita professionale e personale, destinata a concludersi con il ritorno.

Chi parte e chi rientra

Nel 2025 l’età media degli italiani che hanno scelto di espatriare è stata di 34 anni, mentre quella dei rimpatriati è salita a 36,8 anni. Le partenze sono maggiormente concentrate nelle fasce più giovani:

  • oltre un terzo degli espatriati, il 36,2%, ha tra 25 e 34 anni;
  • un ulteriore 13,2% ha tra 18 e 24 anni.

Il profilo dei rimpatriati è invece più eterogeneo:

  • gli over 50 rappresentano il 26% dei rimpatri;
  • la fascia tra 25 e 34 anni rappresenta il 24% dei rientri;
  • subito dopo ci sono gli italiani tra 35 e 49 anni, pari al 23,2%.

Il ritorno in alcuni casi ha coinvolto sia il lavoratore emigrato che il suo intero nucleo familiare. Infatti, i minori rappresentano il 17,9% dei rimpatri, contro il 12,4% degli espatri.

La vera novità che emerge dai numeri, dunque, è che a differenza del passato la partenza non è più definitiva. Sempre più spesso la mobilità internazionale può assumere la forma di un percorso articolato. Si parte per studiare, trovare un lavoro, costruire una carriera o sperimentare un diverso modello di vita e, dopo alcuni anni, si torna.

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