In una ricerca 5 chatbot hanno risposto a 250 domande: un quinto delle risposte errate era perfino dannoso per il paziente. In un'altra il chatbot ha stentato nel gestire casi clinici. Sulle malattie rare, però, l’intelligenza artificiale si è dimostrata capace di accelerare molte diagnosi. Così ancora oggi l'AI resta un prezioso assistente per un medico competente, molto meno per una cura fai-da-te