Il centrocampista francese potrebbe agire qualche metro più avanti nello scacchiere rossonero: ecco come cambia l'undici dell'allenatore portoghese
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Sperimentale, forse. Convincente, è probabile. Non si va per tentativi, questo di sicuro. Così anche la mossa di dare a Rabiot quei metri in più, serve a esaltarne virtù e avvicinarlo alla zona-gol dopo una stagione - comunque la seconda più produttiva della sua carriera, in Italia - che per il Milan è stata da montagne russe. Nel week-end, l'assalto alla vetta può addolcire i giorni di fine estate dopo che il francese si è legato una volta di più a questi colori. Domani sera il Milan potrebbe trovarsi al comando della serie A, e magari godersi il primato per 48 ore: questa squadra riveduta e corretta da Amorim arriva all'esame Lazio temprata il giusto. E Rabiot, che ha accettato di cucirsi addosso il ruolo di leader rossonero, può inserire altro materiale nel suo primo mese di stagione.
CREDIBILITÀ. Partendo da quel gol a Torino (quel campo in cui lo scorso anno si è dovuto attendere dicembre, per vedere un'esultanza del francese), il segnale da parte di Rabiot è arrivato già alla prima giornata. Eloquente, laddove il sistema del Milan è anche quello improntato sulla novità: dal francese spostato sulla trequarti a una coppia d'attacco nuova di zecca. C'è l'esperienza di Gonçalo Ramos aggiunta al talento verde di Cisse, che domani cerca il suo terzo gol consecutivo nelle prime tre trasferte e insegue l'exploit: nell'era dei tre punti, con il Milan ci sono riusciti solamente Ganz e Piatek. Ispirato da Rabiot sulla trequarti, come da mutazioni tattiche volute nel nuovo corso. Anche da qui passa la metamorfosi rossonera, Rabiot è alle prese con un cambio di ruolo che può renderlo ancora più funzionale.
Fase di decollo, mettiamola così. Un rodaggio che tuttavia ha con sé partite di spessore come quelle con Juve e Lazio, per esempio. Il Milan però non è progettato per mettere sabbia nell'ingranaggio avversario, ma vuole aggredire. Un po' come la stessa Lazio ha fatto nel proprio inizio di stagione. Passando sopra a ogni forma di scetticismo. Di diffidenza attorno al ruolo attuale di Rabiot, ce n'è poca. A condizione che arrivino altre risposte. In questo si inserisce la fase di recupero per un Pulisic sempre più vicino alla forma migliore. Intanto le idee di Amorim si sono spostate sul francese per dare variabili in più al Milan. La missione va misurata ancora, da qui alla sosta. In modo da aspettare la qualità dell'americano e non mettere in stand-by altro che possa dare colore a un Milan fin qui credibile. Che all'Olimpico, nel frattempo, arriverà con l'infermeria vuota: moltiplicandosi gli impegni, è un bel sollievo.
Rabiot giocatore crucialeNAVIGAZIONE. Ma torniamo a Rabiot e al suo peso specifico nel Milan: navigazione a vista, una volta limate le spigolature ci sarà una squadra multiforme. Addobbata col francese negli ultimi venti metri, e l'abito del 3-4-2-1 da esportare anche in Europa. Sentendoselo addosso con imbarazzi minori di quanto visto all'Allianz Stadium. Vale per il Milan, ma anche per lo stesso Rabiot che è perfettamente dentro l'ingranaggio. Un punto fermo con Allegri, un giocatore cruciale per Amorim nel momento in cui la disponibilità è stata la prerogativa dalla quale ripartire. Edificando una stagione partita col piede giusto, aspettando conferme domani all'Olimpico.