Le parole dell'allenatore dei rossoneri in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Juve: ecco cosa ha detto
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Ruben Amorim si appresta al suo primo big match da allenatore del Milan. Il portoghese affronterà la Juventus allo Stadium per la sfida valida per la terza giornata di campionato. Ma l'allenatore aveva promesso di usare lo spazio anche per tirare le somme sulla sessione estiva di calciomercato, e così è stato: "Sono davvero contento del lavoro che abbiamo fatto. Se guardiamo tutti i nomi, penso che chiunque possa confermare che abbiamo acquistato alcuni elementi di primo livello, che ci daranno una grande mano sia durante questa stagione che in futuro. Ci tengo anche a sottolineare il nostro modo di lavorare all'interno del club". C'è piena condivisione negli obiettivi di mercato e nell'ultima parola su un acquisto: "Dobbiamo essere tutti allineati sui profili da portare qui: se qualcuno tra me, l'allenatore, l'area scouting, la proprietà o l'amministratore delegato non è convinto, preferiamo fermarci a riflettere, approfondire la ricerca e valutare meglio ogni singola decisione. Per noi è fondamentale remare tutti dalla stessa parte: su ogni giocatore ingaggiato c'era la totale convergenza di tutti, e siamo certi che faranno bene qui".
Amorim ha solo parole al miele per i suoi: "I miei giocatori sono i migliori al mondo, quindi non dirò che è da otto o da nove: ogni giocatore che abbiamo acquistato è perfetto per la nostra squadra, quindi do un dieci. Ho la squadra migliore del mondo. Poi, naturalmente, si può sempre analizzare la situazione e pensare che magari due attaccanti con caratteristiche diverse insieme avrebbero fatto comodo". Una questione rimasta però irrisolta è quella del vice Ramos: "Non sappiamo cosa succederà, forse saremo un po' corti in quel ruolo, ma penso di aver già risposto in parte a questa domanda nella scorsa conferenza stampa: dobbiamo dare spazio a Camarda. Dovremo fare affidamento su di lui, che avrà il suo spazio, e vedremo come andrà. Cercherò di gestire tutti i miei giocatori, ma non esiste al mondo una squadra che abbia le caratteristiche adatte per ogni singola situazione della stagione. Noi cerchiamo semplicemente di fare del nostro meglio. Tutto dipende dai risultati: se vinci le partite va tutto bene, se le perdi diventa tutto un problema. Ma questa è la realtà per qualsiasi allenatore".
Il calciomercato ha provocato anche un nuovo capovolgimento sul fronte Tomori. Inizialmente fatto fuori dal progetto tecnico, in vendita fino all'ultimo minuto dell'ultimo giorno della sessione estiva e poi reintegrato: "Abbiamo avuto un problema con Gabbia e non sappiamo ancora come evolverà la situazione, un po' come era successo con Gila durante la preparazione estiva. Guardando il nostro calendario, ci attende un ciclo con quattro partite nell'arco di soli dieci giorni, quindi dovevamo tutelarci: ci siamo semplicemente messi al sicuro". Non sarebbe convenuto tornare sul mercato a quel punto della sessione, perciò i rossoneri hanno deciso di puntare sulla soluzione interna: "In più, Tomori si stava già allenando bene, è in un'ottima condizione fisica, vanta esperienza e conosce già il nostro ambiente. La scelta migliore per il gruppo era reinserire Tomori in rosa, ed è stata una decisione tecnica e tattica del tutto naturale".
Cardinale e Calvelli in conferenzaAmorim prosegue: "Penso che sia mio compito aiutare i miei giocatori. In campo, però, dobbiamo lavorare davvero duro, perché non c'è altro modo per vincere le partite e noi abbiamo bisogno di titoli. Per questo cerco di essere esigente durante le sessioni di allenamento e in palestra. Presto attenzione a tutto: a cosa mangiano, a come lavorano. Poi però, al di fuori, sono un ragazzo in più che vuole aiutarli, con le loro famiglie, cercando di capire anche il lato umano del giocatore, perché questo può aiutarmi a essere un allenatore migliore". In sala stampa, durante la conferenza, si sono presentati tra il "pubblico" anche il proprietario del Milan Gerry Cardinale e l'amministratore delegato del club Calvelli: "Parlo con loro ogni giorno, quindi per me è una cosa normale: fa più notizia per voi giornalisti. Certo, non è usuale averli in conferenza stampa, ma per me è una giornata come un'altra".