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L'ultimo diktat: patente "antifa" per il Quirinale

Дата публикации: 06-07-2026 10:00:02

Strano Paese il nostro, dove il centrodestra non può parlare del tema Quirinale per non mancare di rispetto al presidente Mattarella, in carica fino al 2029

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Strano Paese il nostro, dove il centrodestra non può parlare del tema Quirinale per non mancare di rispetto al presidente Mattarella, in carica fino al 2029

L'ultimo diktat: patente "antifa" per il Quirinale

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Passi per qualche festival letterario ultrademocratico, ma arrivare a chiedere il patentino antifascista per fare il presidente della Repubblica porta il dibattito politico sul pianeta Marte.

Strano Paese il nostro, dove il centrodestra non può parlare del tema Quirinale per non mancare di rispetto al presidente Mattarella, in carica fino al 2029. E quindi la materia rimane di stretta competenza del centrosinistra che può discutere di toto-Colle senza pudori, data la premessa "antifascista" travestita da nobile disinteresse. Quello che pensano dalle parti del campo largo lo ha detto con schiettezza Pier Luigi Bersani intervistato da Repubblica. "Il capo dello Stato dovrà avere un legame forte con la Carta antifascista" è la sintesi del proclama dell'ex segretario Pd, guarda caso uno della vecchia guardia comunista che Schlein e compagni vorrebbero eleggere dopo Mattarella.

Il "forte legame" significa questo: tutti al Colle, tranne un rappresentante di Fdi, considerato erede del Movimento sociale italiano, la forza di destra che non votò la Costituzione nel 1947. La preoccupazione non riguarda tanto le sorti dell'Italia, ma la constatazione che nel 2027 il centrodestra, in caso di vittoria elettorale, sarebbe in grado di esprimere il successore di Mattarella senza il permesso del Bonelli di turno. Questo sarebbe troppo per i Bersani che pretendono un nome "che abbia un rapporto intimo con la Costituzione antifascista". Si resta sempre fermi al paternalismo pre e post comunista, dove sono sempre loro a stabilire quale sia il nome più idoneo per il bene della Patria e dei cittadini di ogni colore politico.

Se lo indica chi vince, come avviene nelle democrazie compiute, aleggia sempre il retropensiero di una levatura inadeguata a garantire la Costituzione. Un malinteso senso del prestigio che suona sprezzante verso gli elettori. Soprattutto quelli che non voteranno loro.

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