Un nuovo modo di intendere le relazioni con le altre società e l'approccio agli affari
Carnevali, sfruttando la sponda di Ottolini, ha cominciato dal Genoa: Ekhator in entrata, l’austriaco Puczka da De Rossi piazzando una plusvalenza di 5 milioni. Ha proseguito con il Parma di Cherubini, ex Juve: il portiere Daffara, erede di Suzuki, ceduto per 6 milioni. Così ha bloccato Mateo Pellegrino, potenziale obiettivo e poi si attenderanno gli sviluppi. A Rimini, in occasione dell’apertura ufficiale del mercato, il tentativo a vuoto per Svilar, bloccato da Gasp, e la chiacchiera con la Roma per Nico Gonzalez, non ancora riscattato dall’Atletico Madrid. In precedenza, l’addio al Sassuolo aveva favorito un approfondimento per Tarik Muharemovic, tenuto sotto controllo: può rientrare alla Juve o può essere ceduto in Premier, se converrà ricavare un’altra ventina di milioni piuttosto che spenderli per creare una controfigura a Kelly. E poi il Bologna: il dialogo per Lucumi, non ancora tramontato nonostante l’inserimento dell’Inter, si era aperto cercando di sistemare anche altre pratiche. Sartori si era interessato a Miretti e sembrava intenzionato a rinnovare il prestito di Joao Mario, un esubero prodotto dalla gestione Comolli.
Dimenticavamo l’Udinese: già, perché al primo giorno di lavoro di Massara, nuovo capo dell’area tecnica, Carnevali ha condotto la spedizione milanese e l’incontro con Nani e Gino Pozzo. Ampia panoramica. Si è parlato subito di Solet e Kristensen, ieri sono usciti i nomi di Ekkelenkamp e Davis, peraltro blindato dal club friulano. C’è una linea di condotta chiara nelle manovre di Carnevali. Ripristinare la centralità della Juve sul mercato italiano, sfruttare la rete di rapporti e di relazioni consolidate con le altre società di Serie A. È sempre stato così, a parte gli ultimi anni. La Signora deve tornare a esercitare un certo tipo di ruolo (che la metterà in contrapposizione all’Inter e al Napoli, è chiaro) ancora di più in questa fase di dichiarata attenzione ai costi. Il club bianconero viaggia verso il nono bilancio consecutivo in perdita, ha rimandato al 2027/28 il pareggio di bilancio, si è impegnata con l’Uefa a rispettare certi paletti finanziari il prossimo anno per non pagare ulteriori 14 milioni di multa. La sanzione è stata contenuta ad appena 6, come nelle previsioni. Ora, però, servono le cessioni. È lunghissimo l’elenco dei giocatori in uscita e soprattutto attraverso il mercato italiano si possono ricollocare, oltre a verificare possibili soluzioni in entrata.
Un dato è certo. Rispetto al predecessore, ha rovesciato l’approccio al mercato e al settlement agreement con l’Uefa. Non esistevano obblighi, solo strategia. Comolli avrebbe accelerato le uscite provando a realizzare 50 milioni entro il 30 giugno. Carnevali si è fermato a 11-12 con due pedine del vivaio per non arrivare con i soldi in bocca o farsi mettere il cappio al collo per le prime vere operazioni in entrata dopo aver ceduto qualche pezzo grosso. Meglio giocare su un doppio tavolo e sfruttare l’incertezza. ©riproduzione riservata
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