Il nuovo ddl sicurezza esclude il risarcimento del danno in favore di chi rimane ferito durante la commissione di alcuni gravi reati
Il nuovo ddl sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri cambia nuovamente i limiti della legittima difesa. Al centro c’è una norma che interviene sul codice civile e prevede l’esclusione del risarcimento del danno in favore di chi rimane ferito durante la commissione di reati gravi.
Il pensiero corre immediatamente al caso del gioielliere piemontese 72enne Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per avere ucciso due rapinatori dopo l’assalto al suo negozio di Grinzane Cavour (Cuneo). Ma la nuova disciplina non troverebbe comunque applicazione nella sua posizione giudiziaria. E non produce effetti sulla sentenza ormai definitiva.
L’intervento riguarda il codice civile e stabilisce che non spetta il risarcimento del danno quando il fatto avviene durante la commissione di alcuni specifici reati da parte del soggetto che chiede il risarcimento.
Tra i reati indicati dal testo ci sono:
Quindi il malintenzionato che subisce un danno mentre sta commettendo uno di questi reati non potrà ottenere il risarcimento civile dall’aggredito che reagisce.
Si specifica che il provvedimento non modifica la disciplina penale della legittima difesa prevista dall’articolo 52 del codice penale. Cambiano solo le conseguenze sul piano civile, e non anche i criteri con cui il giudice valuta se una reazione sia o meno legittima.
La vicenda che riguarda il gioielliere Mario Roggero risale al 28 aprile 2021, quando tre rapinatori fecero irruzione nella gioielleria di Mario Roggero a Grinzane Cavour. Dopo la rapina il commerciante inseguì i rapinatori fuori dal negozio ed esplose diversi colpi d’arma da fuoco in strada, uccidendo due malviventi e ferendone un terzo.
Nel corso del processo, la magistratura ha ritenuto che, al momento degli spari, il pericolo imminente per l’incolumità fosse ormai cessato perché i rapinatori erano in fuga. Per questo motivo non è stata riconosciuta la legittima difesa né l’eccesso colposo.
Il processo a Mario Roggero si è così concluso in Cassazione con una condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per omicidio volontario. “Alla mia età questa condanna corrisponde all’ergastolo”, ha commentato il gioielliere.
Sul piano civile, i familiari dei rapinatori uccisi hanno avanzato una richiesta di risarcimento di circa 3,3 milioni di euro, mentre è già stata disposta una provvisionale immediatamente esecutiva.
Nonostante il caso Roggero sia stato uno dei detonatori che hanno spinto il Governo Meloni a imporre una stretta, i dettami dell’ultimo ddl sicurezza non possono essere applicati al caso specifico. Per due motivi.
Il primo è che il ddl sicurezza è un disegno di legge e dovrà completare l’intero iter parlamentare prima di entrare in vigore.
Il secondo riguarda il principio generale di irretroattività della legge. In assenza di una specifica previsione, le nuove norme si applicano soltanto ai fatti successivi alla loro entrata in vigore. Inoltre, la sentenza nei confronti di Roggero è ormai definitiva e il giudicato non viene modificato dall’approvazione di una legge successiva.
Di conseguenza, la nuova disciplina potrà incidere solo sui casi futuri.
La disciplina della legittima difesa resta quella prevista dall’articolo 52 del codice penale, modificato dalla riforma del 2019.
La reazione è consentita quando esiste un’aggressione ingiusta e un pericolo concreto e attuale. La legge riconosce inoltre particolari tutele nei casi che avvengono all’interno del domicilio o di un’attività commerciale.
Oltre alla norma sul risarcimento, il disegno di legge sulla sicurezza introduce altre misure che andranno a integrare il pacchetto sicurezza approvato nel febbraio 2026.
Tra le principali novità figurano:
Il provvedimento dovrà ora essere esaminato e approvato dal Parlamento. Diverrà legge dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.