Si riapre la partita sulla Cassa di Orvieto con il possibile ritorno in campo della Banca del Fucino, che aveva ottenuto, a gennaio 2025, da Mcc l'esclusiva per l'acquisto dell'85,3% a...
Si riapre la partita sulla Cassa di Orvieto con il possibile ritorno in campo della Banca del Fucino, che aveva ottenuto, a gennaio 2025, da Mcc l'esclusiva per l'acquisto dell'85,3% a fronte di un'offerta di circa 100 milioni, ma a causa del dilatarsi dei tempi dell'ispezione di Bankitalia, sarebbero sorte incomprensioni fra acquirente e venditore. Al punto che la banca pubblica controllata da Invitalia (100% Mef) ha riaperto l'asta, in parallelo con quella di Bdm banca, ponendo come scadenza per le offerte binding settembre: in corsa ci sono banco Desio, Credem, Banca CF+, Credit Agricole.
Negli ultimi giorni, a seguito di uno scambio di lettere tra la banca romana guidata da Francesco Maiolini e Mcc guidato da Ferruccio Ferranti, si sarebbe convenuto di superare le frizioni e a settembre Fucino tornerà in gioco. Nella lettera i legali di Maiolini avrebbero fatto obiezioni sulle modalità di interruzione della trattativa prima del termine previsto (30 giugno), aggiungendo una penale (20 milioni), nel caso l'istituto non avesse presentato a Bce e Bankitalia un'istanza di autorizzazione entro luglio.
Fucino ritiene che difficilmente gli altri pretendenti possano, entro questo mese, presentare a Francoforte la stessa istanza, pertanto non sono chiare le ragioni per cui non possa continuare il percorso contrattuale interrotto.
La risposta della banca pubblica sarebbe stata di disponibilità a riallacciare il negoziato sulla base dei paletti procedurali riguardo anche la tempistica. E comunque Fucino, oltre al dossier Orvieto, sta esaminando qualche altra opzione in Centro Italia.