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Metano e petrolio ancora sull?altalena. Dall?Europa ok agli aiuti per 3,6 miliardi

Дата публикации: 01-01-1970 00:00:00

Le tensioni in Medio Oriente continuano a tenere sulle montagne russe i mercati energetici. Petrolio e gas hanno vissuto un'altra seduta caratterizzata da forti oscillazioni, tra impennate...

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Le tensioni in Medio Oriente continuano a tenere sulle montagne russe i mercati energetici. Petrolio e gas hanno vissuto un'altra seduta caratterizzata da forti oscillazioni, tra impennate iniziali e bruschi ripiegamenti, in un contesto in cui ogni sviluppo del conflitto nel Golfo finisce per riflettersi immediatamente sulle quotazioni delle materie prime e, di conseguenza, sui prezzi dei carburanti, ancora in rialzo. Non a caso benzina e gasolio continuano ad aggiornare i massimi degli ultimi mesi, con la verde che in autostrada ha ormai superato i due euro al litro.

In questo scenario di forte incertezza è arrivata anche una prima risposta da parte Bruxelles. La Commissione europea ha infatti approvato la modifica del regime italiano di aiuti alle imprese energivore, portando la dotazione complessiva da 1,5 a 3,6 miliardi di euro. Il provvedimento non avrà effetti diretti sui prezzi alla pompa, ma punta a ridurre l'impatto del caro energia sulle aziende più esposte ai rincari dell'elettricità, rafforzandone la competitività.

La seduta

La giornata sui mercati energetici ha fotografato tutta l'incertezza legata all'evoluzione della crisi nel Golfo. Il Brent aveva aperto gli scambi oltre la soglia dei 90 dollari al barile, toccando i livelli più elevati da marzo, prima di invertire rapidamente la rotta fino a circa 86 dollari. Nel finale il greggio ha recuperato parte delle perdite, chiudendo attorno agli 88,2 dollari, con un rialzo dell'1,2% rispetto alla seduta precedente. Ancora più marcata la volatilità del gas europeo. Al Ttf di Amsterdam, principale mercato di riferimento per il Continente, i future sono saliti fino a 61 euro al megawattora, sono poi scesi fino a circa 57 euro e hanno infine terminato gli scambi a 58,6 euro, in aumento dell'1,8%.

A guidare le oscillazioni sono stati i nuovi sviluppi del conflitto. I missili iraniani lanciati verso il Kuwait e l'annuncio degli Houthi di un blocco navale totale nei confronti dell'Arabia Saudita hanno riacceso i timori su possibili interruzioni delle forniture energetiche. Nel corso della giornata il mercato ha però ridotto parte dei rialzi dopo le indiscrezioni su una possibile ripresa del dialogo tra Washington e Teheran.

Secondo gli analisti di Anz Research, gli operatori stanno monitorando soprattutto il traffico delle petroliere nello Stretto di Hormuz, passaggio da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Un eventuale rallentamento dei flussi potrebbe avere effetti immediati sull'offerta e mantenere elevato il premio al rischio incorporato nei prezzi. Anche Dennis Kissler, vicepresidente di Bok Financial, ritiene che la volatilità resterà elevata finché non emergeranno segnali concreti di de-escalation. Le tensioni internazionali continuano intanto a riflettersi sui prezzi dei carburanti. Secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio del ministero delle Imprese e del made in Italy, la benzina self service ha raggiunto una media di 1,935 euro al litro sulla rete ordinaria e di 2,025 euro in autostrada. Il gasolio è salito rispettivamente a 2,091 e 2,164 euro al litro, i livelli più elevati registrati dallo scorso aprile.

Gli effetti

La decisione della Commissione Ue riguarda il regime di compensazione dei costi indiretti legati al sistema Ets, destinato alle imprese energivore. Oltre all'aumento della dotazione complessiva, Bruxelles ha autorizzato l'innalzamento dell'intensità massima degli aiuti dal 75% all'80% dei costi indiretti delle emissioni per i settori già coperti dal regime. Il budget annuale salirà inoltre da 140 a 600 milioni, con l'obiettivo di sostenere le aziende più esposte ai rincari dell'energia ed evitare il rischio di delocalizzazione verso Paesi con regole ambientali meno stringenti. Il via libera europeo rappresenta un sostegno concreto per il sistema industriale italiano in una fase in cui la volatilità dei mercati energetici continua a mettere sotto pressione costi di produzione e competitività. Per il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, la decisione della Commissione europea «rappresenta un risultato importante per la competitività del nostro sistema produttivo».

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Классификация: Экономика. Схожих патентов: 0. Схожих новостей: 10. Тональность: 0. Информативность: 5. Источник: www.ilmessaggero.it.