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Pensioni, quasi la metà degli italiani prende meno di 750 euro: i dati Inps

Дата публикации: 26-03-2026 09:51:38

Quasi una pensione su due è sotto i 750 euro mentre la spesa pubblica continua a crescere oltre i 353 miliardi

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Nel 2026 crescono le pensioni in Italia e aumenta la spesa pubblica, ma quasi un trattamento pensionistico su due resta sotto i 750 euro al mese.

Secondo i dati aggiornati dell’Inps, al 1° gennaio 2026 risultano 21.257.999 pensioni attive, in lieve aumento (+0,6%) rispetto al 2025.

Spesa pensionistica in aumento

Nel 2025 la spesa complessiva per pensioni ha raggiunto 353,5 miliardi di euro, secondo questo andamento:

  • +2,3% per le prestazioni previdenziali;
  • +5,6% per quelle assistenziali.

La parte più consistente resta quella previdenziale con 325 miliardi, mentre 28,5 miliardi sono destinati alle misure assistenziali. La componente assistenziale cresce più rapidamente, indicando un aumento delle situazioni di fragilità economica.

9,7 milioni di pensioni sotto i 750 euro

Il punto critico riguarda gli importi:

  • il 47,5% delle pensioni (9,7 milioni) è sotto i 750 euro mensili;
  • il 22,4% tra 750 e 1.499 euro;
  • solo 6,5% supera i 3.000 euro.

Questo significa che quasi una pensione su due è sotto la soglia considerata minima per una vita dignitosa, soprattutto nelle grandi città.

Inoltre, solo il 42,2% delle pensioni più basse è legato a requisiti di reddito, come integrazioni al minimo o assegni sociali. Il resto deriva da carriere contributive deboli o discontinue.

Divario di genere nelle pensioni: donne penalizzate

Uno degli elementi più evidenti è il gap tra uomini e donne:

  • le donne con pensione sotto 750 euro sono il 53,7%;
  • gli uomini nella stessa fascia sono il 35,5%.

Al contrario per le pensioni sopra 3.000 euro:

  • le donne sono il 2,4%;
  • gli uomini sono l’11,8%.

Il dato riflette carriere lavorative più brevi, salari più bassi e maggiore incidenza del part-time tra le donne.

Ma per completare il quadro, occorre dire anche dell’altro: relativamente alle nuove pensioni, il rapporto fra donne e uomini è del 117% a favore delle donne. Da un lato ciò si deve all’effetto di misure specifiche come Opzione donna e al peso delle pensioni ai superstiti mentre dall’altro lato ciò riguarda il cambiamento nella struttura demografica e nelle carriere lavorative femminili.

Come sono distribuite le pensioni in Italia

Dal punto di vista della tipologia:

  • 79,2% sono pensioni previdenziali (vecchiaia, invalidità, superstiti);
  • 20,8% sono prestazioni assistenziali

Tra le previdenziali:

  • vecchiaia 70,7%;
  • superstiti 24,5%;
  • invalidità 4,9%.

Le prestazioni assistenziali sono dominate dall’invalidità civile (79,3%).

Età media delle pensioni e distribuzione territoriale

L’Inps rileva che l’età media dei pensionati italiani è di 74,3 anni: 71,9 anni per gli uomini e di 76,3 anni per le donne. Pesa in questo caso la differenza relativamente all’aspettativa di vita.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, le cose stanno così:

  • al Nord si concentra il 46,6% delle pensioni;
  • Centro 19,7%;
  • Sud e Isole 31,8%;
  • estero 1,8%.

In termini di spesa il Nord pesa di più, segno di assegni medi più alti.

Il pubblico impiego

Per la prima volta, l’Osservatorio Inps include pienamente la Gestione Dipendenti Pubblici. I numeri: 3,17 milioni di pensioni erogate per 93,9 miliardi di euro annui di spesa.

Nuove pensioni in calo

Nel 2025 sono state liquidate: 1.540.943 nuove pensioni. Si tratta di numeri in calo del -1,8% rispetto al 2024. Di queste:

  • il 54,2% ha riguardato pensioni previdenziali;
  • il 45,8% ha riguardato trattamenti assistenziali.

Il dato suggerisce un rallentamento nell’accesso al pensionamento, anche per effetto delle regole più restrittive.

La riduzione riguarda tutte le principali tipologie:

  • pensioni di vecchiaia – da 276.603 a 267.332;
  • pensioni anticipate – da 225.046 a 202.708;
  • pensioni di invalidità – da 62.400 a 53.601;
  • pensioni ai superstiti – da 238.832 a 210.863.

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