Secondo la ricerca di NeoConnessi anche in famiglia l'uso di rete e device suscita peroccupazione. Ma c'è un risvolto positivo: tra i più giovani crescono competenze e consapevolezza sui tempi di fruizione
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Secondo la ricerca di NeoConnessi anche in famiglia l’uso di rete e device suscita peroccupazione. Ma c’è un risvolto positivo: tra i più giovani crescono competenze e consapevolezza sui tempi di fruizione
Bambini e adolescenti vivono un’esposizione continua al digitale: il 72% usa Internet per fare ricerche e il 26% ha già sperimentato strumenti di Intelligenza artificiale. Tuttavia, un bambino su 4 non riconosce rischi fondamentali come fake news, mentre 3 su 4 non hanno consapevolezza di screentime eccessivo, deepfake e condivisione impropria dei dati personali.
Sono alcune delle evidenze fornite dalla valutazione d’impatto di NeoConnessi, il programma di educazione digitale di Wind Tre in collaborazione con la Polizia di Stato, con il supporto della Società Italiana di Pediatria e del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, realizzata da Triadi, spin‑off del Politecnico di Milano.
Secondo l’analisi, anche le famiglie appaiono fragili: tre su quattro non si sentono sicure nel guidare i figli e le figlie nell’uso della tecnologia.
Crescono le competenzeMa non mancano le buone notizie: le competenze digitali dei bambini delle elementari crescono di 8 punti percentuali, alle medie aumenta la capacità di gestire meglio il tempo davanti allo schermo e di riconoscere l’isolamento digitale, mentre quasi nove studenti su dieci notano miglioramenti nelle abitudini online dei genitori.