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Minori e social, Meloni: no a divieti aggirabili, servono ecosistemi digitali sicuri

Дата публикации: 10-04-2026 15:05:25

"Il governo studia i meccanismi più efficaci per intervenire" spiega la premier, indicando come obiettivi quello di offrire protezione e sicurezza, non "introdurre divieti aggirabili".
Con un monito all'ascolto dei più giovani e più consapevolezza da parte degli adulti sulle responsabilità da assumersi davanti a strumenti come social e IA che, oltre alle opportunità, nascondono insidie
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“Il governo studia i meccanismi più efficaci per intervenire” spiega la premier, indicando come obiettivi quello di offrire protezione e sicurezza, non “introdurre divieti aggirabili”.
Con un monito all’ascolto dei più giovani e più consapevolezza da parte degli adulti sulle responsabilità da assumersi davanti a strumenti come social e IA che, oltre alle opportunità, nascondono insidie

“Il governo sta lavorando per individuare i meccanismi più efficaci per intervenire” sul tema di social media, digitale, tecnologia e i minori. Lo afferma la premier Giorgia Meloni in un messaggio all’evento promosso a Roma dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in occasione della seconda Giornata nazionale dell’Ascolto dei minori.

Diverse opzioni allo studio

“L’obiettivo non è introdurre divieti facilmente aggirabili, ma offrire alternative di protezione e sicurezza e creare, quanto possibile, ecosistemi digitali sicuri e protetti”, ha spiegato, accennado a “diverse opzioni allo studio”. “Perché il nostro scopo è costruire una società più attenta alle esigenze dei bambini e dei ragazzi, e iniziative come questa sono molto utili per individuare le migliori soluzioni”.

“I social media, il digitale, la tecnologia non sono problemi in sé. Sono sintomi di problemi molto più vasti, che non riusciamo a comprendere o che probabilmente non vogliamo guardare. Gli strumenti tecnologici amplificano fragilità esistenti, ne creano di nuove e le estremizzano”, ha sottolineato la premier. Motivo per cui, ha continuato “il Governo sta lavorando per individuare i meccanismi più efficaci per intervenire”.  

Ascoltare i giovani per una società migliore

“Inoltre vogliamo continuare a creare le condizioni affinché ciascuno possa sentirsi visto, riconosciuto, sostenuto e valorizzato. E questo passa, necessariamente, dall’ascolto”, ha detto ancora.
“Ascoltare i nostri figli, i nostri giovani, i nostri ragazzi è tutt’altro che facile. Essere al loro fianco richiede tempo, fatica, dedizione. Guardarli negli occhi vuol dire mettersi in gioco e sfidare sé stessi. È una sfida impegnativa, che chiama in causa prima di tutto noi adulti. Perché, come ci ha insegnato San Giovanni Bosco, ‘non basta amare i giovani: occorre che loro si accorgano di essere amati’. E l’ascolto, lo sguardo, l’attenzione sono i primi passi per dimostrare questo amore”.

“Il diritto all’ascolto dei bambini e dei ragazzi, in ogni fase della loro crescita, non è un principio astratto, ma un impegno concreto che il Governo ha deciso di portare avanti, in coerenza con quanto sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Perché ascoltare i bisogni e le speranze dei più giovani è il presupposto per affrontare i problemi e costruire una società migliore”.

“In un tempo segnato dalla velocità e da relazioni sempre più fragili, riscoprire il valore profondo dell’ascolto è una sfida che riguarda tutti: Istituzioni, scuola, famiglie, associazioni, comunità educante, mondo accademico. Ed è ancora più urgente farlo oggi – ha rimarcato -, in un’epoca nella quale emergono tra i più giovani fragilità inedite, spesso segnate da solitudine, disorientamento, difficoltà a costruire relazioni autentiche e a discernere il reale dal virtuale”.

Meloni: da social e IA opportunità e pericolose insidie

Meloni si è soffermata anche sui pericoli insiti negli strumenti digitali. “Il digitale, i social, l’intelligenza artificiale, ormai pervasiva e diffusa praticamente in ogni strumento tecnologico, ci offrono grandi opportunità, ma nascondono pericolose insidie che impattano su tutti”.
“Adulti, ragazzi, bambini. Nessuno è immune, e sbaglia chi sostiene che le conseguenze negative del digitale o dei social siano un problema che tocca solo i più giovani. Riguarda tutti, ogni fascia d’età”, ha detto ancora.
“È una consapevolezza che impone un’assunzione di responsabilità, che ricade prima di tutto sulle spalle di chi dovrebbe avere maggiori ‘strumenti’ e ‘anticorpi’ per difendersi da quelle insidie. Cioè, noi adulti. E parlo di ‘noi’ perché, come mamma e come Presidente del Consiglio, mi sento la prima ad essere chiamata in causa. La prima – ha aggiunto – a capire che il mondo degli adulti non sta facendo abbastanza per proteggere i bambini e i ragazzi”.
“La prima ad essere consapevole che serve uno scatto in avanti, per dare alle giovani generazioni quelle risposte che cercano di trovare nella dipendenza dai social media, dal digitale, dalla tecnologia”, ha concluso.

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