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– Recensione

Дата публикации: 12-06-2026 07:08:49

Benvenuti, o bentornati, nella Colonia, luogo magico popolato da orchi, creature mitologiche, antiche divinità, maghi, guerrieri e bug. Tantissimi bug. Sviluppatore / Publisher: Alkimia Interactive / THQ Nordic Prezzo: 49,99 € Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: 18 Disponibile su: PC (Steam, GoG), PS5, Xbox Series X|S Data di uscita: Già disponibile Per chi ha voluto seguire le mie peripezie con Gothic su TGM saprà quanto sono attaccato sentimentalmente a questo GDR, pubblicato originariamente dai ragazzi di Piranha Bytes nel lontano 2001 e che ha visto la pubblicazione di una trilogia più spin-off. Tanto è stato l’amore nel corso degli anni che THQ Nordic regala la possibilità al giovanissimo team di Alkimia Interactive, ragazzi con base a Barcellona, di crearne un remake e tornare a far rivivere la leggenda delle gesta dell’eroe senza nome all’interno della Barriera, ma la strada che ci porta a questo remake non è stata così clemente con le persone che l’hanno attraversata. IL PRIMO VAGITO DI GOTHIC REMAKE Il progetto inizialmente si è presentato al mondo con quella che potremmo definire una sorta di tech demo: una rivisitazione estetica e strutturale di Gothic. I fan la giocarono con estrema fame, me compreso, e il risultato era altalenante: le location erano state tutte riorganizzate sotto un nuovo immaginario tecnico quanto estetico. La poca abilità della spada dell’eroe era stata sostituita con il sistema di combattimento a pose e zone, quello di For Honor per intenderci. Interessante, ma più complicato del previsto. Per non parlare di zone di gioco riviste con un’estetica più dark e letteralmente buie, roba da avere una torcia sempre in mano per poter vedere dove mettere il prossimo passo. L’esperimento era interessante, e anche se la risposta dei giocatori non fu sempre entusiasta di questi cambiamenti i dati raccolti parlavano chiaro: il pubblico lì fuori avrebbe giocato volentieri un remake grafico del primo Gothic. Parliamo sempre di un GDR massiccio nelle ore di gioco (più di 50), costruito nel lontano 2001 con le tecnologie dell’epoca e la poca esperienza del team originale. Un mondo gigante, costruito da eventi, missioni e routine quotidiane di ogni singolo personaggio presente (orchi compresi) che venne tramandato con entusiasmo nonostante due grandi nemici: i bug e Morrowind. Tolto questo, Gothic era un titolo baciato da una narrativa brillante e incalzante, assieme ad un sistema di progressione estremamente punitivo, ma se si entrava nel flusso dell’idea originale, allora il mondo di gioco, e la stessa percezione dell’evoluzione e dell’esperienza del personaggio, diventavano un forte valore aggiunto. Tutti elementi che questa prima demo sembrava omettere. Feed back raccolto, si ricomincia da capo. L’idea originale è lodevole, ma bisogna riorganizzare le idee. Bisogna trovare il buon compromesso tra fedeltà e struttura, accontentare i vecchi fan bacucchi e trovare nuovo pubblico, non sia mai che qualcuno possa davvero affezionarsi a questo franchise e rivedere anche i remake del secondo e terzo capitolo. SOTTO LA CUPOLA La trama è semplice nell’incipit, complessa nell’aprirsi al videogiocatore. In una terra lontana, gli uomini stanno perdendo la guerra contro gli orchi. Il re dunque è costretto a emanare un editto che vede l’impiego di ogni prigioniero nell’estrazione del metallo per la costruzione di armi e armature per gli eserciti. Per evitare che i prigionieri possano evadere, incarica alcuni maghi di costruire una barriera magica che permette di essere varcata per entrare, ma non di uscire. Purtroppo, durante l’esecuzione dell’incantesimo, la struttura subisce un’influenza misteriosa, e la cupola triplica il suo raggio, rinchiudendo dentro gli unici che potrebbero sapere come distruggerla, i maghi stessi assieme alle poche guardie. Inutile dire che, nel gioco dei numeri, i prigionieri prendono il sopravvento e instaurano una sorta di struttura interna, divisa per tre grandi fazioni, Campo Nuovo, Campo Vecchio e Campo Palude. Il re dunque non può fare altro che contrattare, dato che i prigionieri ora sono in possesso del metallo: ogni mese il re porta provviste al confine con la barriera e i prigionieri consegnano il metallo. Quel giorno però, c’è un nuovo prigioniero che viene condotto in prossimità della barriera, il nostro eroe, a cui un mago chiede di consegnare una lettera ai maghi del fuoco di Campo Vecchio. Da qui inizia la nostra storia, che ci porterà all’esplorazione delle terre intrappolate nella barriera, cercando di farci strada tra i campi, dare la nostra fedeltà a uno di essi e seguire le missioni principali. Loschi personaggi si metteranno sul nostro cammino e scopriremo di più sull’origine della barriera e del perché l’incantesimo non si portò a compimento come programmato. Avete quelle 40/50 ore di gioco? Preparatele perché Gothic è un gioco che esplode in pieno viso per la sua cattiveria. PUNITIVO, MA CON GRAZIA Servono pochi secondi per iniziare l’avventura e i primi passi sono un po’ premonitori per l’evoluzione di questa operazione di ammodernamento e rivisitazione legata a Gothic e il tutto si potrebbe riassumere in poche battute, con una minuziosa e impressionante fedeltà da parte degli sviluppatori al materiale originale – addirittura le linee di dialogo sono praticamente identiche, come la colonna sonora, riproposta in ogni nota – che però si scontrano con la realtà di una produzione volenterosa, ma non propriamente esperta. Se dovessi tirare a indovinare quello che lascia più volte con l’amaro in bocca è che tutta questa operazione manca di un regista, qualcuno capace di incollare tutti gli ottimi contenuti proposti, uscendo dalla classica operazione da remake in scala 1:1. A ragion veduta, qualcuno potrebbe ben dire che questo non è propriamente un male, anzi, alcune piante, oggetti particolari o nemici sono posizionati proprio dove li ricordavo. Precisi al centimetro. Qualcosa di estremamente romantico, ma a tratti anche sterile nel modo in cui questo mondo si avviluppa con una visione grafica ed estetica totalmente rinnovata. I problemi di tale fedeltà si evincono proprio nella riproposizione di alcuni scenari. Gothic era un gioco di più di 25 anni fa, i modelli poligonali erano estremamente rudimentali e cubettosi, una grande landa pianeggiante che si apriva davanti a noi aveva la texture dell’erba e gli oggetti che si potevano raccogliere ben visibili. In questo remake invece il livello di dettaglio è decisamente ricco e impressionante, come lo sono anche i molteplici giochi di luce e ombra. Le piante da raccogliere saranno dunque sempre troppo nascoste o mimetizzate con il resto della fauna. Chi conosce a memoria Gothic sarà avvantaggiato, tutti gli altri invece potrebbero lasciarsi alle spalle tantissimi oggetti importanti e risorse vitali “nascosti” per via dei numerosi dettagli estetici. Altro punto estremamente importante è la struttura di gioco, anch’essa rimasta invariata: Gothic Remake si muove nel campo dei giochi punitivi, di quelli in cui appena iniziata la partita il nostro eroe è totalmente inadatto a vincere uno scontro contro uno scoiattolo. Siamo nudi e con una spada rotta, senza alcuna abilità, e di fronte a noi ci sono orde di nemici. Gothic Remake, esattamente come l’originale, è estremamente punitivo se affrontato con distrazione. Le stesse zone di gioco, tranne i campi, difficilmente sono delimitate da strutture o altri elementi, e dunque potete trovarvi a combattere contro un gatto per poi girare l’angolo e trovarvi di fronte un orco assetato di sangue. Incontrerete spesso la morte, motivo per cui il miglior consiglio è quello di piazzare un timer almeno ogni 15 minuti per ricordarvi di salvare la partita manualmente. Purtroppo il salvataggio automatico non sempre funziona, lasciandovi scoperti per intere decine e decine di minuti. TANTO CUORE, POCA TECNICA A ragion veduta, qualcuno potrebbe dire che, in fin dei conti, parliamo di Gothic: un titolo che presentava una livello di sfida bello alto e che richiedeva una totale esplorazione delle mappe di gioco. Anche questo remake segue fedelmente questa indicazione: niente mappe, niente indicatori, solo un quaderno dove appuntare i progressi della missione. Se dobbiamo incontrare Lares, trovarlo sta a noi. Come già detto in apertura, questa estrema fedeltà – a cui manca un collante registico – restituisce gradualmente, ora dopo ora di gioco, le più classiche delle sensazioni di nostalgia pura e a tratti, mi sono sentito davvero trasportato indietro di un quarto di secolo. Alla fine, tolti alcuni problemi purtroppo noti, è forse questo che volevo, in modo decisamente pigro ed egoista: un remake fedele, che potesse portarmi alla memoria i fasti del gioco originale, mentre per apprezzare questo qui, di tempo ce ne è voluto. NON VEDO NULLA Ammetto dunque un pensiero altalenante riguardo questo remake, con classici pensieri ottimi, che fanno a pugni con altri meno belli. Da una parte, la riproposizione fedele di righe di dialogo, zone di gioco e colonna sonora è un caldo abbraccio per i fan storici, ma manca la sensazione di giocare a qualcosa di “nuovo”. È un po’ quella sensazione che si ha giocando il remake di Resident Evil 2. Stai giocando RE2, ma in un modo decisamente diverso, al netto della nuova composizione estetica. Dall’altro lato però ne comprendo che questa fedeltà totale – assieme al suo essere poco accessibile ed estremamente punitivo – è stata una scelta per mantenere intatta e salda l’anima dell’esperienza originale. E per fedeltà all’opera genitrice, giustamente, non ci facciamo mancare le magagne tecniche: Gothic 1 Remake è un titolo che soffre di un numero impressionante di bug e crash continui. Ogni giorno i dev rilasciano patch correttive da circa 2 GB a botta, ma si sta oggettivamente mettendo mano ad un titolo estremamente grezzo, con molteplici problemi tecnici. Tra questi spicca anche il problema della telecamera, sempre troppo attaccata alla vita del protagonista, rendendo il campo visivo strettissimo. Dovrete smanettare nelle opzioni, giacché la relativa opzione di regolazione è catalogata sotto un altro campo. Ma gli sviluppatori hanno comunque operato una serie di ottimizzazioni e inserito migliorie per rendere più leggeri alcuni sistemi di gioco. La presenza del doppio menù di equipaggiamento dove organizzare tanto le armi come i consumabili, la corsa e la possibilità di accovacciarsi – elementi ottenibili previo allenamento nell’originale – ma anche la possibilità di cavalcare alcune creature e l’inserimento di nuove missioni. Niente di così rivoluzionario, ma utile per incentivare le numerose sessioni di esplorazione della mappa. Anche il sistema di combattimento è rimasto invariato – dunque legnoso e privo di adrenalina almeno nelle fasi iniziali – ma è stato inserita sin da subito la possibilità di caricare colpi pesanti o incasellare combo. Poco, ma utile per svecchiare tutto il sistema di combattimento che era croce e delizia dell’originale. Prendendomi più tempo del dovuto per partorire queste parole, mi rendo conto che esattamente come il titolo originale, Gothic 1 Remake ci ha messo un bel po’ a carburare. Non è stato chiaro sin da subito la sua natura, e al netto delle critiche come delle lodi, questo progetto è un salto della fede, qualcosa per cui bisogna lasciarsi andare e accogliere quello che ti propone. Probabilmente il feedback altalenante che sta ricevendo è dato proprio dalla stessa natura del titolo, che attinge dal passato, con la sua brutalità nel sistema di gioco, a cui però l’occhio ne applaude una realizzazione precisa e fedelissima. Gothic Remake sta un po’ lì, raccoglie tutto dal passato, gloria, anima e bug e li spiattella in faccia ai videogiocatori di oggi che forse non hanno più tempo o pazienza di dedicarsi a giochi di questo calibro. In Breve: Di cose e belle e cose brutte Gothic Remake ne ha tantissime: l’opera dei ragazzi di Alkimia riporta fedelmente anima e brutalità del gioco originale, immergendolo in una cura estetica pazzesca, ma esattamente come 25 anni fa, il titolo è funestato da problemi tecnici e bug di varia natura. Al netto di ciò, è la riscoperta di uno dei migliori GDR mai partoriti dall’industria videoludica, capace di ammaliare con una storia brillante e un senso di progressione tangibile e appagante. Perfetto per i vecchi fan e magari lì fuori ci sarà qualche curioso che scoprirà Gothic così, con un lavoro sommariamente buono. Piattaforma di Prova: PC Configurazione di Prova: Intel Core i7, 16GB RAM, GeForce GTX1650 Ti, HDD Com’è, Come Gira: Giocato a 2560×1440. Lode all’ottimizzazione che riesce a far girare il gioco in un compromesso tra medio/alto. Purtroppo però l’esperienza è rovinata da molteplici bug e crash.

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Benvenuti, o bentornati, nella Colonia, luogo magico popolato da orchi, creature mitologiche, antiche divinità, maghi, guerrieri e bug. Tantissimi bug.

Sviluppatore / Publisher: Alkimia Interactive / THQ Nordic Prezzo: 49,99 € Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: 18 Disponibile su: PC (Steam, GoG), PS5, Xbox Series X|S Data di uscita: Già disponibile

Per chi ha voluto seguire le mie peripezie con Gothic su TGM saprà quanto sono attaccato sentimentalmente a questo GDR, pubblicato originariamente dai ragazzi di Piranha Bytes nel lontano 2001 e che ha visto la pubblicazione di una trilogia più spin-off.

Tanto è stato l’amore nel corso degli anni che THQ Nordic regala la possibilità al giovanissimo team di Alkimia Interactive, ragazzi con base a Barcellona, di crearne un remake e tornare a far rivivere la leggenda delle gesta dell’eroe senza nome all’interno della Barriera, ma la strada che ci porta a questo remake non è stata così clemente con le persone che l’hanno attraversata.

IL PRIMO VAGITO DI GOTHIC REMAKE

Il progetto inizialmente si è presentato al mondo con quella che potremmo definire una sorta di tech demo: una rivisitazione estetica e strutturale di Gothic. I fan la giocarono con estrema fame, me compreso, e il risultato era altalenante: le location erano state tutte riorganizzate sotto un nuovo immaginario tecnico quanto estetico. La poca abilità della spada dell’eroe era stata sostituita con il sistema di combattimento a pose e zone, quello di For Honor per intenderci. Interessante, ma più complicato del previsto. Per non parlare di zone di gioco riviste con un’estetica più dark e letteralmente buie, roba da avere una torcia sempre in mano per poter vedere dove mettere il prossimo passo. L’esperimento era interessante, e anche se la risposta dei giocatori non fu sempre entusiasta di questi cambiamenti i dati raccolti parlavano chiaro: il pubblico lì fuori avrebbe giocato volentieri un remake grafico del primo Gothic. Parliamo sempre di un GDR massiccio nelle ore di gioco (più di 50), costruito nel lontano 2001 con le tecnologie dell’epoca e la poca esperienza del team originale.

Eccolo lì Campo Vecchio. Quanto mi sei mancato.

Capisco la volontà di riportare fedelmente l’anima e l’esperienza del gioco originale, ma almeno bug e crash li avrei eliminati

Un mondo gigante, costruito da eventi, missioni e routine quotidiane di ogni singolo personaggio presente (orchi compresi) che venne tramandato con entusiasmo nonostante due grandi nemici: i bug e Morrowind. Tolto questo, Gothic era un titolo baciato da una narrativa brillante e incalzante, assieme ad un sistema di progressione estremamente punitivo, ma se si entrava nel flusso dell’idea originale, allora il mondo di gioco, e la stessa percezione dell’evoluzione e dell’esperienza del personaggio, diventavano un forte valore aggiunto. Tutti elementi che questa prima demo sembrava omettere. Feed back raccolto, si ricomincia da capo. L’idea originale è lodevole, ma bisogna riorganizzare le idee. Bisogna trovare il buon compromesso tra fedeltà e struttura, accontentare i vecchi fan bacucchi e trovare nuovo pubblico, non sia mai che qualcuno possa davvero affezionarsi a questo franchise e rivedere anche i remake del secondo e terzo capitolo.

SOTTO LA CUPOLA

La trama è semplice nell’incipit, complessa nell’aprirsi al videogiocatore. In una terra lontana, gli uomini stanno perdendo la guerra contro gli orchi. Il re dunque è costretto a emanare un editto che vede l’impiego di ogni prigioniero nell’estrazione del metallo per la costruzione di armi e armature per gli eserciti. Per evitare che i prigionieri possano evadere, incarica alcuni maghi di costruire una barriera magica che permette di essere varcata per entrare, ma non di uscire. Purtroppo, durante l’esecuzione dell’incantesimo, la struttura subisce un’influenza misteriosa, e la cupola triplica il suo raggio, rinchiudendo dentro gli unici che potrebbero sapere come distruggerla, i maghi stessi assieme alle poche guardie. Inutile dire che, nel gioco dei numeri, i prigionieri prendono il sopravvento e instaurano una sorta di struttura interna, divisa per tre grandi fazioni, Campo Nuovo, Campo Vecchio e Campo Palude.

Indubbiamente il livello di dettaglio è molto appagante se messo a confronto con l’originale

Gothic Remake è un lavoro fedelissimo, un vero progetto scala 1:1 dell’originale che propone anche importanti novità, con qualche nuovo oggetto e nuove missioni da esplorare.

Il re dunque non può fare altro che contrattare, dato che i prigionieri ora sono in possesso del metallo: ogni mese il re porta provviste al confine con la barriera e i prigionieri consegnano il metallo. Quel giorno però, c’è un nuovo prigioniero che viene condotto in prossimità della barriera, il nostro eroe, a cui un mago chiede di consegnare una lettera ai maghi del fuoco di Campo Vecchio. Da qui inizia la nostra storia, che ci porterà all’esplorazione delle terre intrappolate nella barriera, cercando di farci strada tra i campi, dare la nostra fedeltà a uno di essi e seguire le missioni principali. Loschi personaggi si metteranno sul nostro cammino e scopriremo di più sull’origine della barriera e del perché l’incantesimo non si portò a compimento come programmato. Avete quelle 40/50 ore di gioco? Preparatele perché Gothic è un gioco che esplode in pieno viso per la sua cattiveria.

PUNITIVO, MA CON GRAZIA

Servono pochi secondi per iniziare l’avventura e i primi passi sono un po’ premonitori per l’evoluzione di questa operazione di ammodernamento e rivisitazione legata a Gothic e il tutto si potrebbe riassumere in poche battute, con una minuziosa e impressionante fedeltà da parte degli sviluppatori al materiale originale – addirittura le linee di dialogo sono praticamente identiche, come la colonna sonora, riproposta in ogni nota – che però si scontrano con la realtà di una produzione volenterosa, ma non propriamente esperta. Se dovessi tirare a indovinare quello che lascia più volte con l’amaro in bocca è che tutta questa operazione manca di un regista, qualcuno capace di incollare tutti gli ottimi contenuti proposti, uscendo dalla classica operazione da remake in scala 1:1.

A ragion veduta, qualcuno potrebbe ben dire che questo non è propriamente un male, anzi, alcune piante, oggetti particolari o nemici sono posizionati proprio dove li ricordavo. Precisi al centimetro. Qualcosa di estremamente romantico, ma a tratti anche sterile nel modo in cui questo mondo si avviluppa con una visione grafica ed estetica totalmente rinnovata. I problemi di tale fedeltà si evincono proprio nella riproposizione di alcuni scenari. Gothic era un gioco di più di 25 anni fa, i modelli poligonali erano estremamente rudimentali e cubettosi, una grande landa pianeggiante che si apriva davanti a noi aveva la texture dell’erba e gli oggetti che si potevano raccogliere ben visibili. In questo remake invece il livello di dettaglio è decisamente ricco e impressionante, come lo sono anche i molteplici giochi di luce e ombra. Le piante da raccogliere saranno dunque sempre troppo nascoste o mimetizzate con il resto della fauna. Chi conosce a memoria Gothic sarà avvantaggiato, tutti gli altri invece potrebbero lasciarsi alle spalle tantissimi oggetti importanti e risorse vitali “nascosti” per via dei numerosi dettagli estetici.

Superare Thorus non sarà facile.

Gothic Remake, esattamente come l’originale, è un gioco non proprio accessibile per i casualoni ed estremamente brutale. Da giocare con attenzione e concentrazione

Altro punto estremamente importante è la struttura di gioco, anch’essa rimasta invariata: Gothic Remake si muove nel campo dei giochi punitivi, di quelli in cui appena iniziata la partita il nostro eroe è totalmente inadatto a vincere uno scontro contro uno scoiattolo. Siamo nudi e con una spada rotta, senza alcuna abilità, e di fronte a noi ci sono orde di nemici. Gothic Remake, esattamente come l’originale, è estremamente punitivo se affrontato con distrazione. Le stesse zone di gioco, tranne i campi, difficilmente sono delimitate da strutture o altri elementi, e dunque potete trovarvi a combattere contro un gatto per poi girare l’angolo e trovarvi di fronte un orco assetato di sangue. Incontrerete spesso la morte, motivo per cui il miglior consiglio è quello di piazzare un timer almeno ogni 15 minuti per ricordarvi di salvare la partita manualmente. Purtroppo il salvataggio automatico non sempre funziona, lasciandovi scoperti per intere decine e decine di minuti.

TANTO CUORE, POCA TECNICA

A ragion veduta, qualcuno potrebbe dire che, in fin dei conti, parliamo di Gothic: un titolo che presentava una livello di sfida bello alto e che richiedeva una totale esplorazione delle mappe di gioco. Anche questo remake segue fedelmente questa indicazione: niente mappe, niente indicatori, solo un quaderno dove appuntare i progressi della missione. Se dobbiamo incontrare Lares, trovarlo sta a noi. Come già detto in apertura, questa estrema fedeltà – a cui manca un collante registico – restituisce gradualmente, ora dopo ora di gioco, le più classiche delle sensazioni di nostalgia pura e a tratti, mi sono sentito davvero trasportato indietro di un quarto di secolo. Alla fine, tolti alcuni problemi purtroppo noti, è forse questo che volevo, in modo decisamente pigro ed egoista: un remake fedele, che potesse portarmi alla memoria i fasti del gioco originale, mentre per apprezzare questo qui, di tempo ce ne è voluto.

Qui qualcuno non è stato così fortunato.

NON VEDO NULLA

Ammetto dunque un pensiero altalenante riguardo questo remake, con classici pensieri ottimi, che fanno a pugni con altri meno belli. Da una parte, la riproposizione fedele di righe di dialogo, zone di gioco e colonna sonora è un caldo abbraccio per i fan storici, ma manca la sensazione di giocare a qualcosa di “nuovo”. È un po’ quella sensazione che si ha giocando il remake di Resident Evil 2. Stai giocando RE2, ma in un modo decisamente diverso, al netto della nuova composizione estetica. Dall’altro lato però ne comprendo che questa fedeltà totale – assieme al suo essere poco accessibile ed estremamente punitivo – è stata una scelta per mantenere intatta e salda l’anima dell’esperienza originale.

E per fedeltà all’opera genitrice, giustamente, non ci facciamo mancare le magagne tecniche: Gothic 1 Remake è un titolo che soffre di un numero impressionante di bug e crash continui. Ogni giorno i dev rilasciano patch correttive da circa 2 GB a botta, ma si sta oggettivamente mettendo mano ad un titolo estremamente grezzo, con molteplici problemi tecnici. Tra questi spicca anche il problema della telecamera, sempre troppo attaccata alla vita del protagonista, rendendo il campo visivo strettissimo. Dovrete smanettare nelle opzioni, giacché la relativa opzione di regolazione è catalogata sotto un altro campo.

La nostra prima dimora, se decideremo di fermarci e aderire alla causa di Campo Vecchio.

La telecamera fa le bizze. Non sempre restituisce il miglior campo visivo. Da sistemare assolutamente smanettando nelle opzioni.

Ma gli sviluppatori hanno comunque operato una serie di ottimizzazioni e inserito migliorie per rendere più leggeri alcuni sistemi di gioco. La presenza del doppio menù di equipaggiamento dove organizzare tanto le armi come i consumabili, la corsa e la possibilità di accovacciarsi – elementi ottenibili previo allenamento nell’originale – ma anche la possibilità di cavalcare alcune creature e l’inserimento di nuove missioni. Niente di così rivoluzionario, ma utile per incentivare le numerose sessioni di esplorazione della mappa. Anche il sistema di combattimento è rimasto invariato – dunque legnoso e privo di adrenalina almeno nelle fasi iniziali – ma è stato inserita sin da subito la possibilità di caricare colpi pesanti o incasellare combo. Poco, ma utile per svecchiare tutto il sistema di combattimento che era croce e delizia dell’originale.

Prendendomi più tempo del dovuto per partorire queste parole, mi rendo conto che esattamente come il titolo originale, Gothic 1 Remake ci ha messo un bel po’ a carburare. Non è stato chiaro sin da subito la sua natura, e al netto delle critiche come delle lodi, questo progetto è un salto della fede, qualcosa per cui bisogna lasciarsi andare e accogliere quello che ti propone. Probabilmente il feedback altalenante che sta ricevendo è dato proprio dalla stessa natura del titolo, che attinge dal passato, con la sua brutalità nel sistema di gioco, a cui però l’occhio ne applaude una realizzazione precisa e fedelissima. Gothic Remake sta un po’ lì, raccoglie tutto dal passato, gloria, anima e bug e li spiattella in faccia ai videogiocatori di oggi che forse non hanno più tempo o pazienza di dedicarsi a giochi di questo calibro.

In Breve: Di cose e belle e cose brutte Gothic Remake ne ha tantissime: l’opera dei ragazzi di Alkimia riporta fedelmente anima e brutalità del gioco originale, immergendolo in una cura estetica pazzesca, ma esattamente come 25 anni fa, il titolo è funestato da problemi tecnici e bug di varia natura. Al netto di ciò, è la riscoperta di uno dei migliori GDR mai partoriti dall’industria videoludica, capace di ammaliare con una storia brillante e un senso di progressione tangibile e appagante. Perfetto per i vecchi fan e magari lì fuori ci sarà qualche curioso che scoprirà Gothic così, con un lavoro sommariamente buono.

Piattaforma di Prova: PC
Configurazione di Prova: Intel Core i7, 16GB RAM, GeForce GTX1650 Ti, HDD
Com’è, Come Gira: Giocato a 2560×1440. Lode all’ottimizzazione che riesce a far girare il gioco in un compromesso tra medio/alto. Purtroppo però l’esperienza è rovinata da molteplici bug e crash.

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