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– Recensione

Дата публикации: 26-06-2026 09:26:30

La villa maledetta di The 7th Guest Remake attende nuovi ospiti pronti a risolvere i suoi misteri… anche senza VR! Sviluppatore / Publisher: Vertigo Games-Exkee / Vertigo Games Prezzo: 19,99 € Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: 16 Disponibile su: PC (Steam, Epic Games Store, GOG), Meta Quest, Xbox Series X-S, PS5, PSVR 2, Switch Data di uscita: già disponibile Sono passate quasi due vite dalla prima volta in cui ardimentosi giocatori misero piede nell’inquietante villa Stauf di The 7th Guest, avventura ricca di enigmi ed atmosfera che riscosse un enorme successo grazie ad un accattivante mix di grafica 3D pre-renderizzata e performance “live action”. Il remake di quel piccolo ma rivoluzionario gioco è uscito ormai da qualche tempo in versione VR ma arriva oggi anche in edizione “normale” per venire incontro a coloro che non gradiscono le interazioni troppo immersive… ma vale la pena immergersi nuovamente nella famigerata “mansion”? Scopriamolo insieme. BENTORNATI A CASA Se siete capitati su questa pagina per caso o per vostra cosciente volontà probabilmente starete vivendo una sorta di deja-vu e vi starete chiedendo perché abbiamo deciso di parlare nuovamente del remake di The 7th Guest, a suo tempo già recensito dal nostro Dan Hero. La risposta è semplice: il gioco in questione è strutturato in maniera leggermente diversa e possiede alcune differenze rispetto alla controparte VR, messe in atto per venire incontro a coloro che non gradiscono (o subiscono a livello gastrico) la realtà virtuale. La ricostruzione visiva del gioco originale è rimasta pressoché identica e più che gradevole, così come pregevole è la messinscena che miscela atmosfere “alla Agatha Christie” a marcate venature horror. Le performance live-action degli attori chiamati a vestire i panni degli ospiti di Henry Stauf sono di spessore e non sfigurerebbero in una rappresentazione teatrale di “E poi non rimase nessuno”, meglio conosciuto come Dieci Piccoli Indiani. Sarete voi a dover ricostruire gli eventi che hanno portato sei sconosciuti a ritrovarsi alla mercé di un giocattolaio con forti propensioni al misticismo più nero, esplorando ogni angolo della casa e risolvendo i diabolici enigmi che nascondono gli oscuri segreti di Henry Stauf MENO IMMERSIONE, PIÙ PRECISIONE Rispetto alla precedente versione, le azioni del vostro alter-ego su schermo non saranno totalmente libere, i suoi movimenti sono stati leggermente rallentati e minimamente limitati. Il risultato è un’inferiore immersione nel mondo di gioco e una sensazione di maggiore rigidità in alcune semplici azioni, come l’abbassarsi per passare sotto un ostacolo o inserire una chiave, che rendono abbastanza chiaro la matrice VR del progetto. Stiamo comunque parlando di un piccolo prezzo da pagare per avere un’interattività più precisa con i numerosi elementi che vi troverete davanti. The 7th Guest Remake infatti permette di afferrare e portare con sè anche oggetti che in realtà non servono per la risoluzione degli enigmi e questo elemento di gameplay poteva generare piccoli problemi in ambito VR, quasi del tutto spariti in questa edizione, rende la selezione più semplice con un classico puntamento in stile mouse. Il cambio di registro nei puzzle, già sottolineato nella precedente recesione, è assai gradito e ha dato vita a prove estremamente varie e spesso molto divertenti da risolvere. TWO SCARES IS MEGL CHE ONE? La citazione che da il titolo a questo paragrafo sarà compresa solo da chi ha abbondantemente più di 40 anni ma vabbe, torniamo a noi. Per chi avesse voglia di immergersi nuovamente, o per la prima volta, nelle inquietanti atmosfere di The 7th Guest Remake, è disponibile un’offerta piuttosto allettante. Se gia siete in possesso dell’edizione VR potrete scaricare gratuitamente anche la nuova versione, mentre acquistando quest’ultima otterrete automaticamente il bundle dei due giochi. Pur essendo un titolo che non brilla per longevità (pur con qualche intoppo in un paio di enigmi più ostici siamo arrivati ai titoli di coda in poco meno di 6 ore), stiamo parlando del remake di una delle migliori avventure grafiche degli anni 90, un prodotto tirato a lucido e opportunamente aggiornato che non mancherà di sorprendervi e affascinarvi. In Breve: Vertigo Games ha deciso di dare a tutti l’opportunità di visitare l’inquietante Villa Stauf di The 7th Guest Remake, operando piccoli aggiustamenti al gameplay atti a rendere l’avventura piacevole anche per chi non ama la VR. Missione compiuta, il gioco è ora un po’ meno “libero” ma comunque perfettamente godibile e altamente immersivo. La scarsa longevità rimane il suo tallone d’Achille, ma l’esperienza è di quelle che meritano di essere vissute. Piattaforma di Prova: PS5 Com’è, Come Gira: Anche su PlayStation 5 base il gioco gira senza particolari problemi. Le piccole restrizioni operate per togliere di mezzo l’obbligo del VR e il ritmo piuttosto blando contribuiscono a non mettere in crisi il cuore della console Sony, che tuttavia avrebbe potuto offrire un supporto migliore al controller DualSense.  

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La villa maledetta di The 7th Guest Remake attende nuovi ospiti pronti a risolvere i suoi misteri… anche senza VR!

Sviluppatore / Publisher: Vertigo Games-Exkee / Vertigo Games Prezzo: 19,99 € Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: 16 Disponibile su: PC (Steam, Epic Games Store, GOG), Meta Quest, Xbox Series X-S, PS5, PSVR 2, Switch Data di uscita: già disponibile

Sono passate quasi due vite dalla prima volta in cui ardimentosi giocatori misero piede nell’inquietante villa Stauf di The 7th Guest, avventura ricca di enigmi ed atmosfera che riscosse un enorme successo grazie ad un accattivante mix di grafica 3D pre-renderizzata e performance “live action”. Il remake di quel piccolo ma rivoluzionario gioco è uscito ormai da qualche tempo in versione VR ma arriva oggi anche in edizione “normale” per venire incontro a coloro che non gradiscono le interazioni troppo immersive… ma vale la pena immergersi nuovamente nella famigerata “mansion”? Scopriamolo insieme.

BENTORNATI A CASA

Se siete capitati su questa pagina per caso o per vostra cosciente volontà probabilmente starete vivendo una sorta di deja-vu e vi starete chiedendo perché abbiamo deciso di parlare nuovamente del remake di The 7th Guest, a suo tempo già recensito dal nostro Dan Hero. La risposta è semplice: il gioco in questione è strutturato in maniera leggermente diversa e possiede alcune differenze rispetto alla controparte VR, messe in atto per venire incontro a coloro che non gradiscono (o subiscono a livello gastrico) la realtà virtuale.

Rispetto al The 7th Guest del 1993, questo remake approfondisce le storie dei protagonisti, attraverso nuovi dialoghi e documenti da recuperare.

Il gioco è strutturato in maniera leggermente diversa e possiede alcune differenze rispetto alla controparte VR

La ricostruzione visiva del gioco originale è rimasta pressoché identica e più che gradevole, così come pregevole è la messinscena che miscela atmosfere “alla Agatha Christie” a marcate venature horror. Le performance live-action degli attori chiamati a vestire i panni degli ospiti di Henry Stauf sono di spessore e non sfigurerebbero in una rappresentazione teatrale di “E poi non rimase nessuno”, meglio conosciuto come Dieci Piccoli Indiani. Sarete voi a dover ricostruire gli eventi che hanno portato sei sconosciuti a ritrovarsi alla mercé di un giocattolaio con forti propensioni al misticismo più nero, esplorando ogni angolo della casa e risolvendo i diabolici enigmi che nascondono gli oscuri segreti di Henry Stauf

MENO IMMERSIONE, PIÙ PRECISIONE

Rispetto alla precedente versione, le azioni del vostro alter-ego su schermo non saranno totalmente libere, i suoi movimenti sono stati leggermente rallentati e minimamente limitati. Il risultato è un’inferiore immersione nel mondo di gioco e una sensazione di maggiore rigidità in alcune semplici azioni, come l’abbassarsi per passare sotto un ostacolo o inserire una chiave, che rendono abbastanza chiaro la matrice VR del progetto. Stiamo comunque parlando di un piccolo prezzo da pagare per avere un’interattività più precisa con i numerosi elementi che vi troverete davanti.

Alcuni enigmi richiedono spirito di osservazione e un po’ di “side thinking”, ma nessuno si è rivelato frustrante. In ogni caso, volendo, potrete indugiare in piccoli aiuti.

The 7th Guest Remake infatti permette di afferrare e portare con sè anche oggetti che in realtà non servono per la risoluzione degli enigmi e questo elemento di gameplay poteva generare piccoli problemi in ambito VR, quasi del tutto spariti in questa edizione, rende la selezione più semplice con un classico puntamento in stile mouse. Il cambio di registro nei puzzle, già sottolineato nella precedente recesione, è assai gradito e ha dato vita a prove estremamente varie e spesso molto divertenti da risolvere.

TWO SCARES IS MEGL CHE ONE?

Se siete in possesso dell’edizione VR potrete scaricare gratuitamente la nuova versione, mentre acquistando quest’ultima otterrete automaticamente il bundle dei due giochi

La citazione che da il titolo a questo paragrafo sarà compresa solo da chi ha abbondantemente più di 40 anni ma vabbe, torniamo a noi. Per chi avesse voglia di immergersi nuovamente, o per la prima volta, nelle inquietanti atmosfere di The 7th Guest Remake, è disponibile un’offerta piuttosto allettante. Se gia siete in possesso dell’edizione VR potrete scaricare gratuitamente anche la nuova versione, mentre acquistando quest’ultima otterrete automaticamente il bundle dei due giochi.

La natura diabolica del padrone di casa si svelerà velocemente grazie agli indizi che potrete scoprire usando una lanterna mistica capace di creare un ponte tra passato e presente.

Pur essendo un titolo che non brilla per longevità (pur con qualche intoppo in un paio di enigmi più ostici siamo arrivati ai titoli di coda in poco meno di 6 ore), stiamo parlando del remake di una delle migliori avventure grafiche degli anni 90, un prodotto tirato a lucido e opportunamente aggiornato che non mancherà di sorprendervi e affascinarvi.

In Breve: Vertigo Games ha deciso di dare a tutti l’opportunità di visitare l’inquietante Villa Stauf di The 7th Guest Remake, operando piccoli aggiustamenti al gameplay atti a rendere l’avventura piacevole anche per chi non ama la VR. Missione compiuta, il gioco è ora un po’ meno “libero” ma comunque perfettamente godibile e altamente immersivo. La scarsa longevità rimane il suo tallone d’Achille, ma l’esperienza è di quelle che meritano di essere vissute.

Piattaforma di Prova: PS5
Com’è, Come Gira: Anche su PlayStation 5 base il gioco gira senza particolari problemi. Le piccole restrizioni operate per togliere di mezzo l’obbligo del VR e il ritmo piuttosto blando contribuiscono a non mettere in crisi il cuore della console Sony, che tuttavia avrebbe potuto offrire un supporto migliore al controller DualSense.

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