Vivere molto più a lungo, come avviene sempre più nel nostro Paese e, soprattutto, arrivare alla terza età in condizioni di salute migliori rispetto al passato, è una trasformazione che sta cambiando molto le abitudini quotidiane di quelli che un […]
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Vivere molto più a lungo, come avviene sempre più nel nostro Paese e, soprattutto, arrivare alla terza età in condizioni di salute migliori rispetto al passato, è una trasformazione che sta cambiando molto le abitudini quotidiane di quelli che un tempo si definivano anziani. L’idea che, infatti, l’invecchiamento coincida con una progressiva rinuncia, ha lasciato spazio a un concetto diverso: quello di poter continuare a coltivare passioni, relazioni e interessi anche dopo i 65 anni. Ed è proprio andando in questa direzione che sta prendendo piede il Senior living, un modello di abitare che unisce tutti questi dettagli.
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La conferma arriva da una ricerca realizzata da Research Dogma per Guild Living, secondo la quale il 98% degli intervistati associa la longevità all’idea di un invecchiamento attivo, capace di lasciare spazio ai progetti e alla socialità. Ed è proprio da qui che nasce anche l’interesse verso nuove formule abitative pensate non per assistere gli anziani, ma per accompagnare uno stile di vita ancora dinamico.
Immaginando il Senior Living, chiamato anche Senior Housing, non bisogna pensare a una casa di riposo e nemmeno di una struttura sanitaria. Gli appartamenti sono indipendenti e garantiscono privacy e autonomia, ma fanno parte di contesti residenziali dove sono presenti spazi comuni, attività condivise e servizi dedicati al benessere. L’obiettivo è contrastare l’isolamento e favorire una vita sociale attiva, senza rinunciare alla propria indipendenza.
Il Senior Living si affaccia anche in Italia. (Getty Images)
Il fenomeno, già diffuso in molti Paesi, sta iniziando a farsi conoscere anche in Italia dove, il vecchio modello basato sul sostegno della famiglia, che rappresentava il principale punto di riferimento per l’assistenza agli anziani, è cambiato. Famiglie più piccole, figli che vivono lontano per lavoro, aumento dell’occupazione femminile rendono spesso difficile garantire una presenza costante. Di conseguenza, cresce il numero delle persone anziane che vivono sole e rischiano solitudine e isolamento sociale, anche quando sono perfettamente autonome.
In questo scenario il Senior Living si propone come un’alternativa alle tradizionali strutture assistenziali. Le Residenze sanitarie assistenziali, conosciute con l’acronimo RSA, sono infatti pensate per chi necessita di cure e assistenza continuativa, mentre queste nuove residenze sono rivolte a over 65 autosufficienti e autonomi, coloro che desiderano mantenere uno stile di vita dinamico.
All’estero stanno prendendo piede anche progetti di cohousing intergenerazionale, una forma di convivenza che mette in contatto giovani e anziani. In queste esperienze gli over 65 mantengono la propria autonomia ma condividono alcuni spazi con studenti o giovani lavoratori. In cambio di un affitto agevolato, i più giovani offrono piccoli aiuti nella vita quotidiana, come fare la spesa, preparare i pasti, accompagnare i residenti negli spostamenti o semplicemente fare compagnia.
In molti Paesi europei, così come in Canada, Australia, Stati Uniti e Giappone, il Senior Living rappresenta ormai un settore consolidato della cosiddetta Silver Economy, cioè l’insieme delle attività economiche dedicate alla popolazione anziana. In Italia il fenomeno è ancora agli inizi, ma l’interesse cresce rapidamente. Tra le realtà già operative c’è Guild Living, che ha avviato un progetto residenziale a Siena, il network Vivere Over, con residenze in diverse città italiane tra cui Roma, Sanremo e Cornaredo, alle porte di Milano, e Quinzano d’Oglio, in provincia di Brescia.
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