In estate il sudore mi crea forte imbarazzo. Ho quasi cinquant’anni e ormai da mesi sono costretta a convivere con una sudorazione abbondante e maleodorante. E con il caldo e meno strati di abiti addosso non sono più a mio […]
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di Pucci Romano, a cura di A.Cotticelli
In estate il sudore mi crea forte imbarazzo. Ho quasi cinquant’anni e ormai da mesi sono costretta a convivere con una sudorazione abbondante e maleodorante. E con il caldo e meno strati di abiti addosso non sono più a mio agio tra la gente. Oltre a un buon deodorante, c’è qualche accorgimento che posso adottare?
Manuela

Pucci Romano è medico specialista in Dermatologia e Venereologia e insegna all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Membro di associazioni dermatologiche nazionali e internazionali, collabora con riviste e testate nazionali. È presidente di Skineco, associazione scientifica di ecodermatologia, e de Il Corpo Ritrovato, per l’accudimento dermocosmetologico nel paziente oncologico. È autrice di “Buddista per caso” (Bompiani), “A tavola non si invecchia” (Giunti), “Un’amica per la pelle” (Giunti), “Beauty food: la dieta della bellezza” (Sperling&Kupfer), “Questioni di pelle” (Sperling&Kupfer). “La Soluzione” è il suo primo romanzo. Di recente ha pubblicato anche “Il trucco c’è. Quando il make-up fa bene alla pelle” (Heisenberg Editore), che esplora come il make-up possa essere sicuro e benefico per la pelle. Attraverso i suoi profili social diffonde ogni giorno la conoscenza in materia di eco-dermocosmesi e oltre.
Quando il sudore è maleodorante, si parla di bromidrosi e può interessare diverse parti del corpo come piedi e perineo, ma il più comune sono le ascelle. Un fenomeno che può creare imbarazzo e grande disagio nelle relazioni con gli altri e contro il quale si adottano rimedi e soluzioni spesso sbagliati, rischiando di peggiorare la situazione. Nonostante tutto dobbiamo essere grati a questo straordinario sistema di termoregolazione. Basti pensare a quanto sia importante sudare quando si ha la febbre: è il modo più veloce di cui l’organismo dispone per abbassare velocemente la temperatura corporea. Non solo. Ha una funzione difensiva, fungendo da regolatore del microbiota cutaneo e contribuisce a idratare e umidificare la pelle, andando a integrare il film idrolipidico. Inoltre la sudorazione risponde a quella serie di input neurovegetativi involontari che il sistema nervoso autonomo mette in atto in particolari situazioni che riconosce come pericolose. Al giorno d’oggi possono equivalere a grandi spaventi, intense emozioni o momenti di forte stress.
Il sudore è composto principalmente da acqua, nella quale sono disciolte diverse sostanze, e da batteri. Sono questi ultimi che fermentando provocano il cattivo odore: più batteri proliferano e più l’odore sarà intenso e sgradevole. Da che cosa dipende la loro proliferazione? Dal fatto che nelle pieghe, come appunto sotto le ascelle, è facile che il pH della pelle subisca delle alterazioni. Il pH ottimale delle ascelle è 6,5, ma quando l’acidità diminuisce i batteri si riproducono più facilmente e con loro aumenta la puzza. Non solo, in base al tipo di batteri presenti nel sudore e a quelli che prevalgono, il sudore assumerà un odore differente. È lo stesso meccanismo che avviene nell’intestino quando, a seconda dei batteri e delle sostanze che vengono espulse insieme all’aria, la flatulenza cambia odore. Infatti, le sostanze che circolano nell’organismo e nel sangue sono le stesse che finiscono sia nel sudore sia nell’apparato gastrointestinale. Da qui si spiega anche la stretta relazione che c’è tra la digestione dei cibi, l’alitosi e il cattivo odore del sudore. Spesso, infatti, chi soffre di alitosi ha anche problemi di sudore puzzolente e a volte i rimedi contro l’alito cattivo possono aiutare a migliorare anche l’odore ascellare.
Non a caso esistono in commercio, anche se non ancora in Italia, caramelle deodoranti a base di olio di rosa, che dovrebbero rendere il sudore profumato. Penso che, se i principi attivi sono di origine vegetale o di sintesi da green chemistry, possano davvero essere un prodotto rivoluzionario. I pazienti a cui ho consigliato l’assunzione di compresse di clorofilla per risolvere il problema dell’alitosi hanno avuto benefici anche per i problemi di sudore. Spesso sono i cibi che influiscono maggiormente sull’odore del sudore. In particolare le cipolle e le spezie quali il cumino, la curcuma e il curry che, se vengono assunte in grandi quantità, come capita nelle cucine indiane e pakistane, riescono a modificare la composizione del sudore rendendolo più acre. Ma anche gli alimenti che contengono lo zolfo, come l’aglio o i broccoli, e gli integratori di omega-3 e 6, gli acidi polinsaturi molto utili contro il colesterolo, possono influenzare l’odore del sudore. Lo stesso vale per alcuni farmaci le cui sostanze circolano nell’organismo e di conseguenza passano anche nel liquido emesso dalle ghiandole sudoripare.
In alcuni casi la bromidrosi può anche dipendere da modificazioni ormonali: spesso prima o durante il ciclo mestruale le donne lamentano questo disagio. Ma sicuramente si tratta di una condizione passeggera e facilmente gestibile. Al contrario, non c’è una stretta relazione tra la quantità di sudore e l’intensità dell’odore, anzi molte volte il sudore di chi soffre di iperidrosi, ovvero l’eccesso di sudorazione, non puzza perché le sostanze sono diluite e la maggiore quantità di liquidi espulsi dal corpo evita che si depositino a lungo nelle pieghe, favorendo la proliferazione dei batteri. Bromidrosi e iperidrosi sono situazioni che vanno gestite in ambito medico, senza trascurare l’aspetto psicologico, che specie per l’iperidrosi ha una responsabilità decisamente importante.
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