Secondo ADM l'attività del partner dei biancocelesti è assimilabile a quella di un operatore di scommesse non autorizzato: i dettagli
ROMA - In un momento già difficile per la Lazio, alle prese con le difficoltà di mercato e con la contestazione dei tifosi (la maggior parte dei quali decisa a 'boicottare' la campagna abbonamenti), c'è un altro problema che rischia di materializzarsi e riguarda lo sponsor.
Il sito di Polymarket infatti è stato inserito nuovamente nella lista di quelli inibiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). Era già accaduto lo scorso anno, quando però il sito fu riaperto in seguito al ricorso al Tar del Lazio presentato da Polymarket, sostenendo la tesi che la propria attività di 'predition market' (un mercato di previsione basato sullo scambio di quote tra utenti) non fosse assimilabile a quella degli operatori di scommesse tradizionali, soggetti al regime concessorio previsto in Italia dalla legge per il gioco pubblico.
Da capire ora i possibili risvolti di questo complesso caso sotto il punto di vista della comunicazione commerciale, con il quadro normativo italiano (articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401) che prevede sanzioni anche per chi pubblicizza attività di gioco o scommessa prive della necessaria concessione o autorizzazione. Al momento comunque non risultano provvedimenti nei confronti della Lazio, dallo scorso aprile sponsorizzata da Polymarket (che ha anche firmato accordo esclusivo pluriennale con la Lega Serie A sul suolo statunitense).
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