Edoardo Bennato compie oggi, 23 luglio, 80 anni. Un traguardo che arriva mentre il cantautore napoletano continua a esibirsi dal vivo con il tour Quando sarò grande. Confermando un percorso artistico che, dagli anni Settanta a oggi, ha attraversato generazioni […]
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Primo artista italiano a riempire San Siro, autore di classici come L'isola che non c'è, Viva la mamma, Un giorno credi, Il gatto e la volpe e l'immortale Un'estate italiana, festeggia ancora sul palco
Edoardo Bennato compie oggi, 23 luglio, 80 anni. Un traguardo che arriva mentre il cantautore napoletano continua a esibirsi dal vivo con il tour Quando sarò grande. Confermando un percorso artistico che, dagli anni Settanta a oggi, ha attraversato generazioni senza perdere la propria identità. Primo artista italiano a riempire lo stadio di San Siro e tra i protagonisti assoluti del rock italiano, Bennato ha costruito una carriera fatta di musica, ironia e testi capaci di raccontare il presente.

Nato il 23 luglio 1946 a Bagnoli, quartiere della periferia occidentale di Napoli, Edoardo Bennato è il maggiore dei tre fratelli Bennato, tutti musicisti. La passione per la musica nasce fin da bambino, quando la madre Adele decide di affidare i figli a un insegnante durante le vacanze estive. Nel 1958 nasce il Trio Bennato, con cui i tre fratelli iniziano a esibirsi nei locali cittadini e anche in televisione. Parallelamente, Edoardo si iscrive ad Architettura a Milano, città scelta anche perché sede delle principali case discografiche. Concluderà gli studi laureandosi con una tesi dedicata alla riorganizzazione dei Campi Flegrei.
Il debutto difficileIl primo album, Non farti cadere le braccia, esce nel 1973 ma non ottiene il riscontro sperato. La sua voce viene giudicata “sgraziata” e il disco vende poco. È in quel periodo che Bennato sceglie di esibirsi come one man band, accompagnandosi contemporaneamente con chitarra, armonica, kazoo e tamburello a pedale, trasformando quella formula in uno dei suoi tratti distintivi.
La svolta arriva nella seconda metà degli anni Settanta con album destinati a diventare pietre miliari della musica italiana, come La torre di Babele, Burattino senza fili e Sono solo canzonette. Brani come Un giorno credi, Il gatto e la volpe, L’isola che non c’è, In fila per tre, Dotti medici e sapienti e Viva la mamma entrano stabilmente nell’immaginario collettivo.
Il record di San Siro e gli anni dei grandi concertiIl 19 luglio 1980 Bennato firma una pagina della storia della musica italiana diventando il primo artista del Paese a riempire lo stadio San Siro con oltre 70mila spettatori. «Abbassammo il biglietto anche a mille lire, mentre per i Pooh ce ne volevano magari dieci. E facemmo 15 stadi in 30 giorni, mezzo milione di presenze», ricordava al Corriere della Sera. Nello stesso anno realizza un altro primato, pubblicando due album a distanza di appena quindici giorni: Uffà! Uffà e Sono solo canzonette.
Da Un’estate italiana a Peter Pan – il musicalNel 1990 Edoardo Bennato firma, insieme a Gianna Nannini, Un’estate italiana, l’inno ufficiale dei Mondiali di calcio di Italia ’90. La canzone diventa uno dei simboli di quell’edizione e attraversa il tempo ben oltre l’evento sportivo, entrando nella memoria collettiva con il celebre ritornello delle “Notti magiche”. Ancora oggi è uno dei brani italiani più riconoscibili a livello internazionale e accompagna spesso celebrazioni e rievocazioni legate al calcio e agli anni Novanta.
Negli anni successivi Bennato continua a sperimentare senza rinunciare alla propria identità artistica. Collabora nel 2001 con Gigi D’Agostino per il remix di Un giorno credi e, nel 2006, porta nei teatri Peter Pan – il musical, spettacolo costruito sulle canzoni di Sono solo canzonette, riscritte per adattarsi al linguaggio del teatro musicale. Nel 2004 nasce sua figlia, Gaia, avuta dalla compagna Silvana Esposito.
Nuovi album, concerti e progetti di Edoardo BennatoAnche negli ultimi quindici anni Bennato non ha mai smesso di pubblicare musica. Nel 2010 esce Le vie del rock sono infinite, seguito nel 2020 dal singolo La realtà non può essere questa, scritto insieme al fratello Eugenio durante la pandemia, e dall’album Non c’è. Oggi, a 80 anni, continua a esibirsi dal vivo con il tour Quando sarò grande, titolo scelto con la consueta ironia per celebrare questo importante traguardo. Reduce dal concerto al Circo Massimo, guarda già ai prossimi impegni: dopo il singolo Ogni settimana è atteso un nuovo album in autunno, mentre è al lavoro anche sull’inno della Coppa America Napoli 2027.
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