Ovviamente sono in buona fede, mossi dalla curiosità. Ogni estate, lungo le coste italiane, i bambini raccolgono – come fossero giocattoli – animali marini come granchi, stelle marine, molluschi e meduse. Li manipolano, li trattengono in secchielli o altri contenitori […]
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di E.R.
Ovviamente sono in buona fede, mossi dalla curiosità. Ogni estate, lungo le coste italiane, i bambini raccolgono – come fossero giocattoli – animali marini come granchi, stelle marine, molluschi e meduse. Li manipolano, li trattengono in secchielli o altri contenitori e, così facendo, li maltrattano. Di fatto ne provocano la morte.

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Se i bambini non lo sanno, devono essere i genitori a informali. Di qui la campagna dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) “Giocattolo o essere vivente? Trova le differenze”, che è rivolta ai piccoli ma anche agli adulti. L’obiettivo è promuovere il rispetto della fauna marina e diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza di lasciare ogni animale nel proprio ambiente naturale.
“Giocattolo o essere vivente? Trova le differenze”. La campagna per proteggere granchi, stelle marine e meduse“Spesso in spiaggia vediamo bambini tenere nei secchielli pesci, meduse o granchi, incoraggiati dagli stessi genitori», denuncia Arianna Fioravanti, responsabile ufficio relazioni istituzionali OIPA Italia. «Purtroppo, anche se vengono buttati in acqua poco dopo, molti di questi animali muoiono a causa delle manipolazioni, del sole o del caldo intenso».
La campagna è rivolta soprattutto alle famiglie, con l’obiettivo di fare del rispetto per gli animali parte integrante dell’educazione ambientale. Le due infografiche, qui sotto, sono state inviate ai principali Comuni costieri italiani chiedendo la massima diffusione.

(Getty Images)
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Le infografiche danno voce agli stessi animali marini per ricordare come un gesto apparentemente innocuo, come raccogliere una stella marina o un riccio di mare per una fotografia o per mostrarli ai bambini, possa comprometterne la sopravvivenza.
Nel giro di pochi minuti, esibiti davanti all’obiettivo o costretti in contenitori esposti al sole, questi animali muoiono per shock termico o per ipossia. Anche ributtarli in mare non li salva: lo stress e i danni subiti possono causarne la morte poco dopo. Nel caso specifico della stella marina, poi, toccarla o portarla in superficie può danneggiarne l’esoscheletro e causarne il surriscaldamento e la disidratazione.

Le infografiche Oipa raccontano l’importanza del rispetto degli animali marini.
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Non si tratta solo di gesti eticamente sbagliati, ma di condotte che possono configurare un reato. L’art. 544 ter del Codice penale punisce con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro chi, per crudeltà o senza necessità, causa la morte di un animale. La Corte di Cassazione ha stabilito che anche trattenere una medusa in un secchiello per gioco costituisce un comportamento lesivo e penalmente rilevante.
Cosa fare se si assiste a episodi simili?L’OIPA invita a sensibilizzare con gentilezza chi compie questi gesti, ricordando anche la possibile responsabilità penale. È possibile chiedere l’intervento dei gestori del lido o segnalare il fatto alla Guardia Costiera al numero gratuito 1530, attivo 24 ore su 24.
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