Prurito incessante, pomfi che compaiono all'improvviso e un andamento imprevedibile che compromette sonno, lavoro e relazioni sociali. È la scomoda realtà delle migliaia di persone che convivono con l'orticaria cronica...

Prurito incessante, pomfi che compaiono all'improvviso e un andamento imprevedibile che compromette sonno, lavoro e relazioni sociali. È la scomoda realtà delle migliaia di persone che convivono con l'orticaria cronica spontanea (CSU), una patologia infiammatoria della pelle, che colpisce soprattutto le donne e si manifesta più frequentemente tra i 20 e i 40 anni. A differenza dell'orticaria comune, in genere associata a reazioni allergiche, la forma cronica spontanea compare senza che sia identificabile un fattore scatenante. I sintomi – pomfi pruriginosi, arrossamenti e gonfiori che compaiono su viso, mani, piedi e che a volte interessano anche la gola – persistono per almeno sei settimane e possono protrarsi per mesi o anni.
La natura imprevedibile della malattia rappresenta uno degli aspetti più difficili da gestire. Le manifestazioni compaiono all'improvviso, rendendo complessa la pianificazione delle attività quotidiane. Il risultato è un carico non soltanto fisico, ma anche psicologico. Numerosi pazienti riferiscono disturbi del sonno, ansia, depressione e una riduzione della produttività lavorativa, con conseguenze significative sulla vita personale e professionale.
“Convivere con l'orticaria cronica spontanea – commenta Elena Radaelli, Presidente di ARCO (Associazione Ricerca Cura dell'Orticaria) – significa affrontare ogni giorno una malattia complessa e spesso sottovalutata, che può incidere profondamente sulla qualità della vita. Molti pazienti si sentono ancora poco compresi e faticano a trovare risposte adeguate”.
Nonostante la disponibilità di trattamenti consolidati, i bisogni terapeutici insoddisfatti rimangono elevati. Gli antistaminici H1 rappresentano infatti la terapia di prima linea, ma oltre la metà dei pazienti continua a manifestare sintomi rilevanti nonostante il trattamento. Per queste persone, raggiungere un controllo adeguato della malattia resta una sfida clinica importante. Proprio per rispondere a questi unmet need, la Commissione europea ha approvato il remibrutinib per il trattamento degli adulti con orticaria cronica spontanea non controllata dagli antistaminici H1. Si tratta della prima terapia orale mirata (si assume due volte al giorno), autorizzata nell'Unione Europea per questa indicazione.
Il farmaco è un inibitore selettivo della tirosin-chinasi di Bruton (BTK), proteina coinvolta nei meccanismi immunologici che portano al rilascio di istamina. Quest'ultima è una delle principali sostanze responsabili della comparsa di prurito, pomfi e gonfiore. Bloccando questa via di segnalazione, remibrutinib interviene dunque direttamente sui processi biologici alla base della malattia.