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Cefalee, nuove terapie e cure personalizzate per i 6 milioni di italiani che ne soffrono

Дата публикации: 10-07-2026 10:53:39

Cefalea è un termine generico che significa mal di testa, ma spesso viene confuso con una diagnosi. Malgrado il dolore cranico sia il sintomo neurologico più diffuso al mondo, il...

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Neurologia

Queste patologie frequenti e spesso invalidanti richiedono diagnosi precise e percorsi dedicati insieme a un approccio complesso e ulteriori studi anche “real life”

(AdobeStock)

Cefalea è un termine generico che significa mal di testa, ma spesso viene confuso con una diagnosi. Malgrado il dolore cranico sia il sintomo neurologico più diffuso al mondo, il percorso diagnostico e terapeutico della persona che ne è affetta rimane spesso incerto, inefficiente e inefficace.

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Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La cefalea è stata protagonista di una sessione dedicata nell’ambito del 65° Congresso nazionale Sno–Scienze Neurologiche Ospedaliere di Reggio Calabria. Il Gruppo di Studio Cefalee della Sno ha rinnovato la collaborazione con Anircef, con un programma mirato ad aggiornare le competenze dei neurologi ospedalieri e territoriali.

L’identikit

Di particolare importanza sono le innovazioni nella gestione dell’attacco emicranico e della prevenzione. L’emicrania non è un semplice mal di testa, ma una patologia neurologica complessa che colpisce circa 6 milioni di italiani e può evolvere fino a forme croniche e invalidanti. Gli attacchi sono caratterizzati da dolore intenso, sensibilità a luce e rumori, nausea e talvolta vomito; in alcuni pazienti la frequenza può aumentare fino all’emicrania cronica, definita dalla presenza di cefalea per almeno 15 giorni al mese.

Le nuove terapie

Negli ultimi anni il panorama terapeutico ha conosciuto un’evoluzione significativa grazie a trattamenti mirati e specifici. Tra questi figurano gli anticorpi monoclonali anti-CGRP, la tossina botulinica e i gepanti, opzioni che hanno dimostrato efficacia clinica e un profilo di sicurezza e tollerabilità migliore rispetto a molte terapie tradizionali.

Le terapie più recenti stanno contribuendo a modificare la storia naturale dell’emicrania, favorendo il riconoscimento di questa patologia come condizione neurologica da affrontare attraverso percorsi strutturati. I dati di real-life sugli anticorpi monoclonali anti-CGRP mostrano risultati di efficacia superiori a quelli osservati nei trial registrativi. È un dato rilevante perché la pratica clinica reale coinvolge pazienti più complessi, con molteplici fallimenti terapeutici pregressi e comorbidità.

Tra gepanti e ditani

L’attenzione delle neuroscienze è oggi focalizzata anche sui gepanti, tra le innovazioni più rilevanti nella cura dell’emicrania. Queste molecole segnano un passaggio storico, essendo le prime ad aver ottenuto l’indicazione sia per il trattamento dell’attacco acuto sia per la prevenzione. È una caratteristica importante alla luce dei limiti delle terapie tradizionali: triptani e Fans rappresentano da tempo un presidio contro gli attacchi, ma il loro uso frequente o inappropriato può favorire la cefalea da uso eccessivo di farmaci e contribuire alla cronicizzazione.

Accanto ai gepanti, anche i ditani rappresentano una delle più recenti acquisizioni nel trattamento dell’emicrania acuta. Questa classe amplia le opzioni terapeutiche, in particolare nei pazienti con ipertensione arteriosa o patologie cardiovascolari.

Un approccio integrato

l cervello delle persone affette da emicrania può essere considerato un sistema di allerta sensibile agli stimoli interni ed esterni. È una condizione complessa, non sempre controllabile dalle terapie anti-CGRP, che agiscono soprattutto sui meccanismi finali della cascata emicranica. Da qui la necessità di un approccio più ampio e integrato, con una rivalutazione delle terapie tradizionali, farmacologiche e non farmacologiche. Tra queste sono state evidenziate le terapie bio-comportamentali, l’agopuntura, la neuromodulazione e la nutraceutica.

Le cefalee restano una sfida complessa: patologie frequenti, spesso invalidanti, che richiedono diagnosi precise e percorsi dedicati. Le nuove terapie offrono speranze concrete, soprattutto per i pazienti con forme croniche o resistenti ai trattamenti tradizionali. Ma l’innovazione va accompagnata da ulteriori studi, dati di real life e confronto continuo tra specialisti. Per questo occasioni come i congressi sono fondamentali: permettono di trasformare i progressi scientifici in benefici reali per i pazienti.

* Ordinario di Neurologia Università San Raffaele, Roma. Direttore Centro Cefalee Irccs San Raffaele Roma
** Responsabile Programma Cefalee ed Algie Facciali, Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna

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