L'orticaria cronica spontanea (CSU) è una patologia di origine autoimmunitaria piuttosto frequente che si calcola colpisca almeno l'1% della popolazione generale. Si caratterizza per la comparsa di lesioni cutanee fugaci...

L'orticaria cronica spontanea (CSU) è una patologia di origine autoimmunitaria piuttosto frequente che si calcola colpisca almeno l'1% della popolazione generale. Si caratterizza per la comparsa di lesioni cutanee fugaci e assai pruriginose dette pomfi, del tutto simili a punture di zanzara o di ortica, di dimensioni variabili da pochi millimetri a decine di centimetri, che nel 50% dei casi si associano ad episodi di gonfiore che possono interessare aree corporee diverse (labbra, palpebre, mani, piedi, ecc.) a risoluzione più lenta, detti angioedema. La malattia si definisce cronica quando, continuativamente o in modo intermittente, supera le 6 settimane di durata. La malattia risponde nella maggior parte dei casi a terapie standard quali gli antistaminici, ma in una percentuale di pazienti presenta caratteristiche di severità tali da rendere necessario l'impiego di farmaci biologici o immunosoppressori.
La diagnosi, la valutazione di severità, e i livelli di trattamento dell'orticaria cronica spontanea sono chiaramente definiti da linee guida internazionali che vengono aggiornate ogni tre anni da parte di una pannello comprendente i massimi esperti mondiali di questa patologia.
Mentre le linee guida sono diffusamente accettate e regolarmente utilizzate da parte degli specialisti del settore (principalmente allergologi/immunologi e dermatologi), la loro applicazione da parte dei medici di medicina generale, i quali rappresentano nella maggior parte dei casi il primo presidio medico con cui i pazienti vengono a contatto, è assai dubbia. Questo si traduce spesso in trattamenti inadeguati, valutazioni inappropriate della severità delle manifestazioni, ritardi diagnostici, e nella cosiddetta “sindrome di Ulisse” in cui il paziente girovaga per mesi da uno specialista all'altro (spesso poco competente nella materia) senza trovare soluzioni. Inutile dire che il ritardo della diagnosi e dell'avvio di una terapia adeguata impattano molto negativamente sulla qualità di vita dei pazienti affetti da orticaria cronica spontanea, soprattutto quelli che presentano le forme più severe e resistenti ai trattamenti standard.
Lo studio BRIDGE, avviato due anni fa da Novartis con la collaborazione di Thermo Fisher e il supporto di medici specialisti in orticaria cronica spontanea operanti in Lombardia, ha avuto come obiettivo quello di fotografare l'inadeguatezza della situazione diagnostica e terapeutica di questa patologia presso i medici di medicina generale operanti in Lombardia e di valutare la fattibilità e l'efficacia dell'implementazione di uno specifico pacchetto informativo e di aggiornamento (definito “Urticaria Care Package”, UCP) sulla qualità dell'assistenza medica di base. La prima parte dello studio, recentemente pubblicata su “The Journal of Allergy and Clinical Immunology: Global”, ha fissato la situazione antecedente la somministrazione del pacchetto informativo in oltre 90 medici di medicina generale, evidenziando importanti carenze relativamente alla conoscenza della patologia e delle linee guida, al suo trattamento ottimale e all'impiego dei cosiddetti PRO (patient-related outcomes), misure sia obiettive che soggettive di severità e impatto sulla qualità di vita basate sulle registrazioni fatte dai pazienti. Sono inoltre emerse problematiche riguardanti la collaborazione e comunicazione efficace tra medico di medicina generale e medico specialista di orticaria cronica spontanea. È stato concluso che i medici di medicina generale italiani necessitano di un addestramento aggiuntivo specifico volto a migliorarne le competenze nel trattamento di questa malattia.
L'UCP è stato sviluppato e successivamente proposto ai medici di medicina generale che avevano preso parte alla prima fase dello studio, con l'obiettivo di migliorare sensibilmente le decisioni cliniche prese nell'ambito della medicina territoriale di primo livello attraverso l'impiego dei PRO e l'osservanza delle linee guida. Quasi tutti i medici partecipanti alla prima fase hanno accettato di prendere parte anche alla seconda parte dello studio. L'efficacia dell'implementazione è stata successivamente valutata attraverso un questionario specifico. Questa seconda fase dello studio, attualmente in via di finalizzazione e di prossima pubblicazione per metterla a disposizione della comunità scientifica, ha dimostrato che la somministrazione del pacchetto educazionale/informativo ha determinato un significativo miglioramento delle competenze specifiche dei medici di base, con una marcata riduzione del numero di incertezze diagnostiche e un aumento significativo della percentuale di medici a conoscenza della malattia e delle relative linee guida, unitamente ad un maggiore utilizzo di PRO. L'impiego dell'UCP si è pertanto rivelato un mezzo efficace per migliorare l'approccio all'orticaria cronica spontanea nella medicina generale da implementare su più ampia scala sia in Italia che in altri Paesi.