Se una volta si partiva per vedere un monumento, un paesaggio, oggi, sempre più spesso, si parte anche per incontrare. Può essere un’attempata signora romana che insegna a fare la pasta fresca nella cucina di casa, una maestra di massaggio […]
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Dalle terme del Giappone alle cucine d’Irlanda. A lezione dalle nonne del mondo: così cambia il modo di viaggiare dei giovani
Cucine di famiglia, laboratori artigianali e lezioni di antiche tecniche conquistano la Generazione Z, alla ricerca di un modo diverso di vivere i luoghi visitati
Se una volta si partiva per vedere un monumento, un paesaggio, oggi, sempre più spesso, si parte anche per incontrare. Può essere un’attempata signora romana che insegna a fare la pasta fresca nella cucina di casa, una maestra di massaggio ultrasettantenne a Bangkok o una cuoca irlandese che prepara il pane seguendo la ricetta tramandata da generazioni. Non importa, ciò che interessa è l’esperienza di conoscere un luogo attraverso chi ne custodisce la memoria.

Ad amare questo modo di viaggiare, sono i giovani che scelgono sempre più esperienze di viaggio che li metta in contatto con le generazioni più anziane: per scoprire un mestiere, ascoltare una storia o semplicemente condividere qualche ora lontano dal caos. Video di corsi di cucina, lezioni di massaggio, lavori artigianali e incontri con persone del luogo, raccolgono milioni di visualizzazioni sui social network. Il fascino, sta proprio nella semplicità: gesti quotidiani e conoscenze tramandate nel tempo che diventano parte del viaggio.
Meno attrazioni, più personeA confermarlo, una ricerca della piattaforma GetYourGuide, specializzata nelle esperienze turistiche, dalla quale è emerso che il 76% dei ragazzi della Generazione Z preferisce attività guidate da persone anziane. In molti, infatti, hanno raccontato che il ricordo più bello non è stata una visita lampo a un monumento, ma un pomeriggio trascorso nella casa di qualcuno del posto. Le parole spesso sono poche, soprattutto quando non si parla la stessa lingua, ma a riempire il tempo bastano i gesti, qualche sorriso e un pranzo condiviso.
Cresce il numero di giovani che sceglie di conoscere un Paese attraverso le persone che ne custodiscono i saperi.(Pexels)
Per chi viaggia, significa entrare in contatto con un Paese in modo molto diverso da quello offerto da una guida o da un’audioguida. Ma per chi accoglie è altrettanto emozionante. La psicologa britannica Terri Apter, studiosa delle dinamiche familiari e dei rapporti tra generazioni, in una intervista alla BBC ha spiegato che per molte persone anziane trasmettere ciò che hanno imparato nel corso della vita rappresenta una forma di partecipazione e di benessere.
Dalle terme del Giappone alle cucine d’IrlandaLe esperienze, naturalmente, cambiano da una parte all’altra del mondo. Nella città giapponese di Beppu gli onsen, le tradizionali sorgenti termali naturali, diventano luoghi dove residenti e visitatori si incontrano senza formalità. A Galway, in Irlanda, alcune cuoche insegnano a preparare pane e stufati seguendo ricette tramandate in famiglia.
Dai gâteau parigini alla ayurvedica in IndiaA Parigi ci sono laboratori dedicati ai dolci della tradizione francese, mentre a Tokyo un’anziana maestra mostra come preparare il musubi, una specialità a base di riso e alga nori. In India, a Kochi, le lezioni di cucina ayurvedica si svolgono direttamente nelle abitazioni private. Insomma, cambiano i piatti, le tradizioni e le lingue, ma resta uguale il piacere di imparare da chi custodisce quei gesti da decenni.
Oltre la destinazioneForse è anche questo il motivo per cui queste proposte stanno conquistando sempre più viaggiatori: non aggiungono semplicemente qualcosa da fare durante una vacanza, ma lasciano una traccia più intima. Una ricetta annotata su un foglio, una persona incontrata per caso, un gesto imparato durante un pomeriggio insieme. Piccoli dettagli che, però, diventano un ricordo difficile da dimenticare.
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